L’influenza della cultura matrilineare sul cristianesimo

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di Antonio Gaeta 13 febbraio 2019

Prima di addentrarci nel difficile esame delle influenze dei valori matrilineari sulla Storia a noi più vicina, mi sembra doveroso completare quello dell’influenza all’epoca della nascita del cristianesimo. Sappiamo che gran parte della documentazione relativa a questo pezzo fondamentale di storia é contenuta in ciò che fu definito il Nuovo Testamento. Nuovo per distinguerlo dalla raccolta di scritti prima della nascita di Gesù, che costituiscono la Bibbia per la religione ebraica, ma anche l’antefatto o presupposto della religione cristiana.

Tuttavia, alla documentazione raccolta nel Nuovo Testamento sfuggirono (si presume volutamente) gli scritti che oggi conosciamo come “vangeli gnostici”. Non interessa in questo tipo di ricerca affrontare le ragioni più profonde di questa esclusione. Ma é di gran lunga interessante apprendere gli aspetti che valorizzano la figura femminile, perché la Storia é stata sempre ideata, concepita e attuata sia da uomini che da donne.

Le Scritture nascoste

Dei vangeli gnostici possiamo comunque dire che ci parlano di aspetti inediti della figura di Gesù, quale autentico sostenitore di tutta l’umanità, nessuno e nessuna esclusi. Questi aspetti permettono di capire molto di più la vera natura del cristianesimo antico. Ciò ci consente, pertanto, di assumere un diverso atteggiamento nei confronti dei testi ufficiali, in quanto parti di un mosaico costituito da tutti i documenti cristiani: ovvero comunque scritti da cristiani.

Secondo il professor Helmut Koester dell’Università di Harvard, alcune di queste scritture gnostiche sono più antiche dei Vangeli ufficiali. Egli scrive che risalgono «probabilmente a una data antecedente… omissis: ovvero un po’ prima di Marco, Matteo, Luca e Giovanni». I vangeli gnostici vennero scritti in un’epoca in cui l’androcrazia (il dominio maschile nelle istituzioni anche religiose) era già la norma dell’Occidente, come poi é stato per un periodo molto lungo, che giunge fino a noi. Tuttavia, in essi c’è una sfida poderosa alle norme della società dei dominatori.

Il termine “gnostico” deriva dalla parola greca ‘gnosis’ (conoscenza). Esso é l’opposto del termine molto usato di “agnostico”, che ci parla di chi ritiene una tale conoscenza non possa essere percepita con certezza, oppure che essa sia irraggiungibile.

Maria Maddalena

Come altre tradizioni religiose mistiche, occidentali e orientali, il cristianesimo gnostico sosteneva l’idea che il mistero della verità suprema o divina possa essere conosciuto da chiunque, grazie a una disciplina religiosa e a una condotta di vita morale. Cosa c’era dunque di tanto «eretico» nello gnosticismo da farlo mettere al bando? Si trattava della convinzione secondo cui la divinità non deve essere mediata da una gerarchia religiosa, cioè guidata da un rabbino capo, da un vescovo o da un papa. In queste scritture, tenute nascoste dalle classi sacerdotali cristiane «ortodosse», troviamo inoltre conferma di una congettura, che da molto tempo si andava formulando. Grazie a una più attenta lettura dei testi ufficiali e dei frammenti gnostici rinvenuti: Maria Maddalena si rivela una delle figure più importanti del primo movimento cristiano. Nel vangelo di Maria leggiamo che ella fu la prima a vedere il Cristo risorto, cosa scritta (senza la dovuta attenzione) anche nei Vangeli ufficiali di Marco e Giovanni. Apprendiamo, inoltre, che il Cristo amava Maria Maddalena, più di ogni altro suo discepolo: come viene confermato anche nel vangelo gnostico di Filippo. Sebbene l’importanza del ruolo svolto dalla Maddalena nella storia del primo cristianesimo non sia stato evidenziato neppure negli scritti ufficiali postumi, nel vangelo di Maria è scritto che, dopo la morte di Gesù, la Maddalena fu la guida cristiana, che ebbe il coraggio di sfidare l’autorità di Pietro: il capo di una nuova gerarchia religiosa, fondata sulla pretesa che solo lui e i suoi sacerdoti e vescovi avessero un collegamento diretto con Dio.

Su questo Riane Eisler, commentando Elaine Pagels (1), sottolinea: «Consideriamo le implicazioni politico-religiose del vangelo di Maria. Come la Maddalena si oppone a Pietro, così gli gnostici, che la prendono a modello, sfidano l’autorità dei sacerdoti e dei vescovi, che pretendono di essere i successori di Pietro». Esistettero, inoltre, altre differenze dottrinali, ugualmente importanti, tra la emergente Chiesa di Pietro, sempre più gerarchica, e altre antiche comunità cristiane non strutturate (non risulta, infatti, l’esistenza di una Chiesa della Maddalena). Ad esempio i montanisti e i marcioniti.

Queste sette, all’opposto degli uomini che oggi vengono definiti i Padri della Chiesa, veneravano le donne come discepole, profetesse e fondatrici del cristianesimo. Inoltre, esse osservavano scrupolosamente gli insegnamenti di Gesù sull’uguaglianza spirituale e ammettevano le donne come loro dirigenti spirituali.

Molti gnostici, per evitare il consolidarsi di gerarchie permanenti, a ogni assemblea eleggevano i loro dirigenti tramite votazione. Queste notizie provengono dagli scritti di nemici dello gnosticismo, come il vescovo Ireneo, che era a capo della Chiesa di Lione intorno al 180 d.C.

Per i cristiani androcratici, che ovunque si stavano impadronendo del potere su basi gerarchiche, tali pratiche erano orribili abomini. Per esempio Tertulliano, che scriveva pressappoco nel 190 d.C. per la parte «ortodossa», si scandalizzava perché «essi hanno tutti accesso da uguali, ascoltano da uguali, pregano da uguali, persino i pagani, se capita che ve ne siano». Egli inorridiva, anche perché «essi scambiavano il bacio della pace con “tutti” i presenti». Ma ciò che scandalizzava maggiormente Tertulliano era la posizione paritaria delle donne.

«Tertulliano si scaglia in particolar modo contro la partecipazione di ‘quelle donne tra gli eretici’, che condividevano con gli uomini posizioni di comando», nota la Pagels. «Esse insegnavano, partecipavano alle discussioni, praticavano esorcismi e Tertulliano sospettava che queste donne potessero ‘persino battezzare’, il che avrebbe significato che avevano anche le funzioni allora dei vescovi».

Per uomini come Tertulliano c’era solo una «eresia» addirittura più grande dell’idea di uguaglianza spirituale di uomini e donne. Si trattava dell’idea che minacciava alla base il crescente potere degli uomini, che si stavano ormai elevando a nuovi «principi della Chiesa»: l’idea di una divinità femminile.

C’é da dire comunque che: qualsiasi forma assunsero queste «eresie», si presume che avessero attinto realisticamente dalla precedente tradizione religiosa, quando si adorava la Dea, e le sacerdotesse erano le sue rappresentanti terrene. Di conseguenza, la saggezza divina era quasi sempre personificata come femminile, come avviene tuttora in parole femminili, come l’ebraico ‘hokma’ e il greco ‘sophia’, che significano entrambe «saggezza» o «conoscenza divina».

Un’altra caratteristica di queste eresie era il modo «poco ortodosso» con cui descrivevano la Sacra Famiglia. Scrive la Pagels: «Un gruppo di fonti gnostiche sostiene di avere ricevuto una tradizione tenuta segreta. I membri di questo gruppo pregano rivolgendosi sia a un Padre che a una Madre divini, dicendo: ‘Grazie a Te Padre e grazie a Te Madre, Genitori dell’Essere Divino’».

NOTE:

(1) – Riane Eisler – Il Calice e la Spada (FORUM Edizioni) ed Eliane Pagels – The Gnostic Gospels (Random House – New York)