Massimo Cacciari: “Europa: inizio o fine”

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Raffaele Sardo
Fonte: La Repubblica

intervista a Massimo Cacciari di Raffaele Sardo – 15 ottobre 2018

«Con le prossime elezioni europee potrebbe iniziare una nuova Europa, ma è un processo che va governato». Il filosofo Massimo Cacciari, che ieri a Caserta ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Europa: inizio o fine” presso il Dipartimento di scienze politiche Jean Monnet, è convinto che nonostante l’avanzare dei partiti sovranisti, l’Europa possa voltare pagina.

Professore, è difficile, oggettivamente, pensare a un nuovo inizio: l’Europa è venuta mancare proprio su un tema cruciale come il controllo dei flussi migratori.
«Sicuramente l’Europa non ha fatto tutto quello che doveva nel controllare i flussi migratori, ma la risposta è che ci vuole più Europa, proprio perché gli Stati nazionali non sono in grado da soli di dare soluzioni al problema epocale dell’immigrazione proveniente dall’Africa. La risposta non può essere quella di disintegrare l’Europa. Su questo Salvini e tutti i sovranisti sbagliano».

Quindi lei pensa che Salvini, nonostante il forte consenso, non abbia ragione da vendere?
«Salvini non ha ragione, ha torto marcio su tutto. Solo che in una situazione di incertezza, di disagio, di punti di orientamento, la gente ha paura anche della sua ombra. E chi fa leva sulla paura ha vita relativamente facile».

Allora perché assistiamo a fenomeni di intolleranza?
«In Europa, in Italia c’è una questione di disuguaglianze, di disagio, di paura. E tutto questo se non viene governato sposta sempre l’opinione pubblica a destra. È stato sempre così. Che si chiamino populismo o sovranismo, porta in quella direzione. Se le forse progressiste, del centrosinistra, non sanno governare questi momenti di crisi, non sanno dare risposte innanzitutto al loro popolo e lo abbandonano come è stato fatto negli ultimi quindici anni, succede questo».

E come se ne esce?
«Innanzitutto ci saranno momenti di grande tensione per i flussi migratori e altri momenti, come in questo momento, di relativa calma. Molto dipenderà dall’andamento dalle operazioni militari sull’altra sponda del Mediterraneo. Ma il problema di base è che nel 2050 la popolazione sub-sahariana aumenterà di circa 800 milioni di persone. Ne vogliamo parlare o no? Dobbiamo affrontare queste questioni in modo radicale e non lasciarle a se stesse».

E quindi quale può essere la risposta politica per voltare pagina in Europa?
«Ho lanciato un appello con altri amici, per una discontinuità con il passato. Abbiamo fatto diverse iniziative con migliaia di persone.
Segnali positivi ci sono, però mancano segnali proprio da parte del Pd. Perché il Partito democratico è uno dei punti fondamentali di questo cambio di rotta, perché c’è solo il Pd. Io dico sempre che bisogna partire dalla diagnosi e dalla consapevolezza della drammaticità della situazione. In politica è facile tracciare percorsi, ma poi ci vogliono soggetti che li interpretano».

Sì, Cacciari, ma lei è venuto in una provincia, quella di Caserta, dove la Lega si sta radicando e sta aprendo sedi. Altro che Pd…
«Dove ha la sinistra ha sbaraccato succede questo. È abbastanza incomprensibile capire il perché qui adesso votano uno che tre anni fa diceva “Forza Vesuvio”. La Lega è un fenomeno abbastanza misterioso. Il voto al M5S è un voto di protesta. D’altronde il presidente della Regione Vincenzo De Luca in Campania è stato una rovina. Con le ultime vicende ha fatto perdere al Pd almeno il sei per cento. Il voto alla Lega, in ogni caso, è anche un voto di poteri locali che capiscono che il centrodestra Berlusconi è finito e quindi cambiano cavallo e scelgono un cavallo solido e di governo».

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.