Da Milano (Renzi) a Roma (Pisapia) – senza ritorno

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di Carlo Porcari – 1 luglio 2017

oggi ci sono stati due eventi paralleli. A Milano Renzi, circondato dalle magliette gialle e da una segreteria anche di non iscritti (), ha fatto il solito discorso, con un pizzico di arroganza in più, esorcizzando il tanto (innanzitutto di popolo) che c’è a sinistra, fuori dal Pd. Bacchettando i critici interni, spiegando loro a chiare lettere che, avendo preso 2mln di voti (ma non erano 1,2mln su 1,8mln di votanti?), le carte le dà lui e a loro non resta che adeguarsi.

A Roma Pisapia e Bersani, ArticoloUNo e Campo Progressista hanno suggellato una importante tappa per la ricostruzione di una nuova sinistra plurale e con ambizioni di governo. Serve ancora generosità e apertura. In primo luogo verso coloro che il 18 giugno al Brancaccio hanno dichiarato di voler partecipare anch’essi a questa sfida. Serve un processo democratico aperto, inclusivo che ricostruisca la connessione sentimentale con il popolo di sinistra, le rappresentanze civiche e sociali, che chi guida il Pd ha spezzato. Ormai è chiaro che nei prossimi mesi ciascuno potrà stare da una sola di queste due parti. Più che il vinavil occorre coerenza tra valori, programmi e collocazione politica. Senza indugiare nostalgicamente nella riproposizione di modelli adatti ad un tempo che è inesorabilmente passato.