Montanari: era tutto deciso, inutile andare

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intervista a Tomaso Montanari di  Giuseppe Alberto Falci, 2 luglio 2017

«La casa comune della sinistra si costruisce dalle fondamenta e non dal tetto». Da pochi minuti si è conclusa la manifestazione di Giuliano Pisapia nell’evocativa piazza Santi Apostoli, ma Tomaso Montanari, storico dell’arte e animatore della campagna del No al referendum costituzionale, non solo non ha partecipato ma ne critica l’approccio «leaderistico».

Professore Montanari, in particolare a cosa si riferisce?

«È stato già deciso tutto: leader, programmi. Non servono happening, ma luoghi dove si discute e poi si decide insieme».

È una critica feroce a Pisapia e a Bersani.

«Lo dico con nessuna simpatia per la rottamazione. Vedo la stessa classe dirigente che era già alla guida del Paese quando io frequentavo il liceo. Il fatto che l’Italia sia un Paese diseguale non dipende soltanto da Matteo Renzi. Penso, ad esempio, alla precarizzazione del lavoro. L’ha fatta Renzi o il ministro Treu dei governi di centrosinistra?».

Cosa non ha condiviso dell’intervento dell’ex sindaco di Milano?

«Chiede di fare autocritica a Renzi. Ma molti di noi si chiedono quando Pisapia farà autocritica sul suo Sì al referendum».