Minosse, Teseo, Minotauro, Arianna II (significato del mito)

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di Antonio Gaeta, 3 gennaio 2019

Questo articolo dà per conosciuta la versione più nota del mito di Teseo, che sconfigge a Creta il Minotauro nel “labirinto” di Cnosso e che, tornato ad Atene, viene incoronato re.

Il personaggio mitologico é circondato da molte leggende sulle sue gesta eroiche, compiute sulla falsariga di quelle attribuite ad Eracle. Tuttavia, l’uccisione del Minotauro e la fuga dal “labirinto” per merito di Arianna é quella che maggiormente glorifica l’ascesa della nuova potenza economica nel Mare Egeo, costituita da Atene prima dell’arrivo dei Dori. Quindi, prima della nascita successiva di Sparta e del suo contendere ad Atene il dominio su tutti gli altri invasori indoeuropei, nei territori che furono accorpati sotto la definizione di Ellade (1).

Per poter più agevolmente capire quel che il mito greco nasconde, penso sia necessario evidenziare l’omissione nel racconto della presenza di un personaggio chiave: ovvero Medea (di cui dirò in seguito).

Essa compare di frequente nella narrazione mitologica dell’antica Grecia. Appare, pertanto, sorprendente e certamente significativa tale assenza nella versione più diffusa della trama intercorrente tra i personaggi principali riportati nel titolo.

In una versione del mito riferita da Robert Graves (2) si narra che, mentre Teseo cresceva a Trezene, il padre Egeo, all’oscuro di tale realtà, aveva mantenuto la promessa fatta a Medea, allorché essa fuggì da Corinto sul “famoso cocchio”, trainato da serpenti alati (3), ospitandola ad Atene e in seguito sposandola, convinto che le sue “arti magiche” gli avrebbero permesso di generare un erede. Egli non sapeva ancora che Etra avesse dato alla luce il figlio Teseo.

Non si sa con certezza se Egeo fosse indotto da Medea a mandare Teseo contro il feroce “toro bianco” di Posidone, oppure se dopo la cacciata di costei, come Circe considerata dagli Ateniesi una maga, Teseo assunse su di sé il compito di eliminare il mostro, per propiziarsi le loro simpatie. Tuttavia, il mito vuole che giunto con Eracle (l’eroe per eccellenza, del quale Teseo sembra imitare le gesta) da Creta, lasciato libero nella pianura d’Argo e passato di là, attraverso l’istmo, nella regione di Maratona, il toro aveva ucciso centinaia di uomini, tra i quali il figlio di Minosse, Androgeo.

Sebbene Teseo avesse audacemente afferrato il toro dalle corna, per trascinarlo per le vie di Atene, fino all’Acropoli, dove fu sacrificato alla dea protettrice (Atena) e ad Apollo, Minosse per espiazione pretese che questa città (rivale) inviasse ogni nove anni (e cioè al termine di ogni Grande Anno) 7 fanciulli e 7 fanciulle, da imprigionare nel “labirinto” di Cnosso nel quale il Minotauro li avrebbe divorati.

Questo mostro, generato dall’unione di Pasifoe (consorte di Minosse mascherata da vacca, con l’aiuto di Dedalo) con il “toro bianco”, donato per errore a Minosse da Poseidone, si chiamava Asterio: esattamente come il re di Creta, che Europa scelse come sposo, dopo essere stata abbandonata da Zeus (4).

La circostanza che Europa scelse un uomo, se da una parte fa pensare alla prassi consolidata del “re sacro” scelto dalla Dea delle culture matrilineari, dall’altra fa capire come per i patriarcali e androcratici invasori indoeuropei fosse inconcepibile che non accadesse il contrario: ovvero che un uomo di rango scegliesse una donna in moglie, per comportarsi poi esattamente come nelle infinite storie adultere di Zeus, che giustificavano la condotta degli uomini di rango, androcratici e patriarcali (segue)

NOTE:

(1) – Vedi: “I Miti Greci” (Longanesi & C.) – La federalizzazione dell’Attica – 99

(2) – “I Miti Greci” (Longanesi & C.) – Teseo e Medea: 97 b) pag. 302

(3) – Il serpente nelle rappresentazioni della Dea nelle civiltà matrilineari, portate alla luce da numerosi scavi archeologici, rappresenta sempre il corso d’acqua, che alimenta i campi e permette loro di divenire fertili. Non a caso scrive R. Graves che “la cacciata di Medea sia da Corinto sia da Atene (come di seguito) si riferisce al fatto che gli Elleni soppressero il culto della Dea Terra; infatti, dal cocchio trainato dai serpenti si deduce che Medea fosse una Demetra Corinzia (24 m pag. 81).

Anche la vittoria di Teseo sui Pallanidi (da pallas, altro nome di Atena) – aggiunge Graves – si riferisce alla volontà di soppressione dell’antico culto di Atena (Dea di Atene, trasformata dagli Elleni in figlia di Zeus, generata dalla sua testa..).

(4) – E’ evidente in questo intreccio mitologico che molti autori del “epoca attica” cercarono di screditare la splendida cultura cretese, perché non rispondeva ai canoni del militarismo imperante tra gli invasori indoeuropei. Basti pensare al discredito che fu profuso nei confronti dello splendido e imparagonabile palazzo di Cnosso (definito “labirinto”), dal quale Minosse cercò di integrare le bellezze cretesi con le rozzezze degli Achei e dei Micenei (da Micene).