Morte di una sinistra ridicola – scissioni e ultimatum

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di Fausto Anderlini – 14 ottobre 2018

Laissez faire, laissez passer. Pensiero notturno della bonaccia

Cosa c’è di più ridicolo di questi ultimatum ? Cosa di più patetico di questo frenetico e concitato alternarsi di scissioni, ricomposizioni, combinazioni ? Nella speranza di fare il colpo elettorale alla prima occasione che si ripresenta, di trarre l’asso dal mazzo, la formula che buca, se non il personaggio…. come se la politica fosse un tavolo di puntate, o il teatro a ripetizione di volitive catarsi.

Il tentativo di dar vita a un quarto polo elettorale (la sinistra) è fallito il 4 Marzo lasciando sul campo diversi moncherini. Un passaggio di fase si è compiuto. L’idea sulla quale Leu si è arrampicata per un certo periodo a pensarci, era balzana. Perchè e come dal fallimento elettorale di una lista avrebbe dovuto sprigionarsi la volontà di potenza per costruire un partito? Tanto più perchè lo stato d’animo del ‘popolo’ è inquinato da una buona dose di isteria e miracolismo forse è il caso di lasciare che le cose si stemperino. Che gli equivoci (del Pd, dei 5S e del contratto gialloverde) maturino il giusto e si sciolgano. Forse, in linea metodologica almeno, aveva ragione Tronti con quel suo richiamo all’agire accorto. Se non siamo in grado di condizionare gli eventi a breve, inutile sforzarsi. Tanto vale che siano gli eventi a decidere quando agire. Prendendo, al seguito, decisioni più ponderate e impegnative. In certi momenti l’attendismo, e persino l’immobilismo, è l’unica condotta razionale. Ogni improvvida accelerazione non porta fuori dallo stallo. Alimenta solo una polverosa impotenza e frustrazioni suppletive. Nel frattempo, en attendant, anzichè fare il morto, come usano certi animali nel pericolo, potremmo fare un mucchio di cose interessanti e rivitalizzanti, come tali propedeutiche a decisioni dotate di peso: analisi, specie del passaggio di fase, pensieri, formazione, qualche buona causa su cui battersi, rafforzare i legami umani, varare centri di iniziativa, creare momenti efficienti di organizzazione…….Buona ginnastica, insomma.

Per tenersi in forma. Un partito con Fratoianni, Grasso e De Magistris e altra umanità, locale e transnazionale, richiederebbe dosi di volontarismo e risorse psichiche che al momento scarseggiano. E che io, personalmente, non ho. L’idea di dovere ingaggiare adesso una battaglia politica costituente mi fa venir voglia di mettermi a letto. Senza contare che su molti di noi – di Mdp – grava il sospetto d’essere infetti. E ammesso che sia vero, la stessa depurazione richiede tutto il tempo di una faticosa introspezione.