Nell’ostinazione dei 5 Stelle verso Radio Radicale traspare l’istinto autoritario

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di Fabio Martini – 22 maggio 2019

L’OSTINAZIONE SOLITARIA DEI 5 STELLE VERSO RADIO RADICALE
NON VA CONFUSA CON UNA FISIOLOGICA OSTILITA’:
LI’ DENTRO C’E’ IL NUCLEO DI UN ISTINTO AUTORITARIO

C’era una scappatoia legale per fornire a Radio Radicale un sostegno ridotto e limitato nel tempo per consentire al direttore, ai redattori e all’amministrazione dell’emittente di trovare un dignitoso “reset” e riorganizzarsi: i Cinque stelle sono arrivati ad impedire agli altri partiti di esprimersi, di votare a maggioranza un emendamento. In questa ostinazione non c’è soltanto ostilità verso una forza storicamente anti-partitocratica e vagamente concorrente. Ma c’è una concezione del libero formarsi delle opinioni che, sia detto senza retorica, ha tratti autoritari. E’ sfuggito a tutti, ma nella Commissione di Vigilanza Rai sono stati i Cinque stelle che hanno osteggiato la possibilità che nelle Tribune elettorali si svolgessero faccia a faccia, un libero confronto tra diverse voci, dando così il via libera a Tribune di pochi minuti e senza un senso compiuto.

Chi, come i 5 Stelle, pretende di rappresentare e interpretare direttamente la volontà generale e i cittadini, nutre istintiva ostilità per tutto quello che si frappone tra il loro messaggio e l’opinione pubblica: la libera agorà, ma anche un sistema informativo che restituisca con criteri professionali un senso al flusso degli eventi. Per quanto delegittimato e inficiato da anni di pratiche consociative, il sistema informativo dei media (vecchi e nuovi) è ancora la cosa migliore di cui disponiamo, per capire e per capirci. Sia detto senza lamentazioni retoriche o vittimismi: la strada presa dai Cinque stelle è pericolosa.