Quel centro di gravità di Onorato

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Antonio Padellaro
Fonte: Il Fatto Quotidiano (estratto)

Quel centro di gravità di Onorato

Alessandro Onorato mi perdonerà, ma quando, sere fa, lo ascoltavo da Lilli Gruber illustrare il Progetto Civico Italia, di cui è fondatore, non riuscivo, banalmente, a togliermi dalla testa Franco Battiato e il suo centro di gravità permanente, “che non mi faccia mai cambiare idee sulle cose, sulla gente”. Assessore romano allo Sport e ai Grandi Eventi e, come apprendiamo, “imprenditore del food” (ma anche “uomo del fare”), Onorato sarebbe stato individuato da Goffredo Bettini (guru assai ascoltato dai progressisti in cerca d’autore) per guidare l’area di centro del Campo largo.

[…] Devo ammettere (per interesse personale) che, oltre all’eloquio convincente, il suo prodigarsi affinché gli anziani over 70 possano accedere gratis alle piscine della Capitale mi avevano quasi convinto a votarlo. Poi, però, un articolo di Marianna Rizzini sul “Foglio” (“Uno, Nessuno, Centomila, Centri”) mi ha creato un problema di coscienza. Onorato è bravissimo ma, mi domando e dico, cosa avrebbe da invidiargli Ernesto Maria Ruffini, demiurgo dei circoli Più Uno? Forse perché è stato direttore dell’Agenzia delle Entrate dovremmo discriminare con lui, suvvia!, la benemerita categoria degli esattori delle tasse? Sono convinto che anche nell’associazione Primavera, ideata da Vincenzo Spadafora, già sottosegretario del governo Conte, ci sia del buono. E il Centro di Bruno Tabacci? E il Psi di Enzo Maraio? Per non parlare dei moderati di Clementone Mastella (in memoria degli anni felici della mia adolescenza). Cosa c’è che non va nella new entry Pina Picierno (be’, non esageriamo)? O nella Base di Marco Follini. E perché no, il partito di Luigi Marattin? O di Paolo Ciani? E Michele Boldrin, fondatore insieme ad Alberto Forchielli di “Ora”, derivazione del Movimento Drin Drin, a cui darei fiducia fosse soltanto come sveglia mattutina?

[…] Ho letto, gentile assessore, del suo impegno a federarsi con Più Europa e con uno dei partiti socialisti in lizza (non ricordo quale). Un tentativo indubbiamente generoso ma che, purtroppo, non riesce a schiarirmi le idee. Mi fisso sulla fantasmagoria dei simboli e non riesco a decidermi, proprio come un bimbetto affascinato dall’arcobaleno dei gusti in una gelateria. Il fatto è che non voglio fare torto a nessuno ma, soprattutto, non vorrei perdere l’occasione di contribuire alla vittoria del centrosinistra, a quanto si dice mai così vicina. E poi, mi perdoni, se anche vi uniste tutti in un solo unico Centro (nelle mie fantasie un gigantesco cono alla panna), di grazia chi ne sarebbe il leader? Fareste anche voi le primarie? Non vi (ci) basta il dualismo Schlein-Conte? A questo punto qualcuno si chiederà: e Matteo Renzi? E Carlo Calenda? Un momento, qui si parla di centri e non di ego-centrici.

(Capitani coraggiosi, furbi contrabbandieri macedoni/ Gesuiti euclidei vestiti come dei bonzi per entrare a corte degli imperatori della dinastia dei Ming).

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