Rassegna stampa. Quanto è utile rileggere i giornali e ravvivare la memoria!

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Alfredo Morganti
Rassegna stampa. Quanto è utile rileggere i giornali e ravvivare la memoria!
Quelli che vedete qua sono le prime pagine di due giornali di destra. Secondo voi, come datano? Sembrano di oggi eh? E invece no, sono (pensate) del 28 febbraio 2020. Sulla pandemia (che era già iniziata) minimizzano, addirittura si parla di psicosi. Del governo Conte (che sarebbe, invece, divenuto un baluardo contro il virus) vorrebbero la crisi, appellandosi guarda caso a Renzi, che già rimestava nel torbido allora, dimostrando essere quello il suo talento principale (e forse unico).
Oggi sappiamo, in realtà, a cosa stavamo andando incontro (e avrebbero dovuto saperlo anche quei giornali e certa classe politica). Riassumo. Il 23 gennaio 2020 Wuhan era già in lockdown totale. Il 31 gennaio il Presidente Conte aveva confermato i primi due casi italiani, i due turisti cinesi. Lo stesso giorno il Consiglio dei Ministri dichiarava lo stato d’emergenza. Il 2 febbraio i cinesi avevano già realizzato il famoso ospedale in tempo di record. Il 19 febbraio si era giocata la “partita zero”, Atalanta-Valencia. Il 21 successivo risultò, invece, positivo il “paziente zero” di Codogno. Il 23 febbraio si decidono le prime zone rosse in Lombardia. Il 4 marzo si chiude la scuola. Il 7 marzo la Lombardia diventa zona rossa ed emerge il dramma di Bergamo. Il 9 marzo l’Italia è il primo Stato europeo ad andare in lockdown. Il 18 marzo è il giorno dei camion militari pieni di bare a Bergamo.
E invece. I due giornali nella foto (ripeto del 28 febbraio 2020!) annunciavano che la normalità era già vicina, che il Nord ripartiva, che il virus li aveva stufati, e che Conte era isolato. Basta psicosi! titolava ‘Il Giornale’. Si faceva, come sempre, il tifo per Renzi affinché, con le sue trame, facesse cadere il governo, quello stesso governo che avrebbe messo in sicurezza l’Italia di lì a poco. Dico di più: si chiedeva il governissimo e si parlava di ‘unità nazionale’ pur di far fuori Conte. Si ribadiva, inoltre, che il premier rischiava la defenestrazione, e ancora si parlava delle Ong e degli immigrati, ossia della vera psicosi della destra! Altro che il virus! Diciamo la verità: Renzi e la stampa di destra sono davvero dei dischi rotti.
La memoria è importante. Bisogna guardare indietro per capire l’oggi, perché viene tutto da lì, e perché questo è l’unico modo per evitare che si dica tutto e il contrario di tutto da un giorno all’altro, truffando la nostra intelligenza e la nostra dignità. Ricordo anche che il 27 febbraio 2020 Nicola Zingaretti andò a Milano per un aperitivo, da cui uscì contagiato. In quei giorni partì l’hashtag di Sala #Milanononsiferma, perché fosse chiaro che il Nord doveva ripartire, e il virus appunto ci aveva stufato! Eccheppalle sto Covid! Si tratta dello stesso Sindaco Sala che, in estate, avrebbe intimato ai dipendenti di “uscire dalla grotta”, di lasciare lo smart working e di tornare a lavorare in centro come se niente fosse. L’hashtag nasceva dopo un incontro con una delegazione di esercenti (baristi, paninari, pizzettari) del centro di Milano. Come se i dipendenti fossero meri bancomat senza una identità vera, pure partite di giro.
Era un’Italia che trasversalmente, a ogni latitudine politica, anche a sinistra difettava di consapevolezza effettiva dei tempi storici e di un calcolo degli interessi politici anteriore alla responsabilità concreta. Il governo Conte, che oggi potentati e lacchè vorrebbero buttare a mare come uno straccio e proprio come un anno fa, dimostrò invece una qualità istituzionale superiore alla norma europea e noi ce ne giovammo (e ancora oggi) per la tenuta generale del Paese. Già allora volevano farlo saltare, e sono gli stessi che vorrebbero farlo saltare oggi. E se dobbiamo trarne una morale è palese: ci sono due modi di fare politica. In uno, le ambizioni e gli interessi ristretti sono l’unico faro; nell’altro domina invece la responsabilità verso il Paese. Io non ho dubbi su quale sia la strada giusta. Credo anche voi. Credo anche Conte. E credo anche la sinistra, quando non perde la bussola e non si lascia guidare e condizionare dalle mosche cocchiere. Tipo Renzi.
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