ROMA 2016, un test per il Pd di Renzi

per Gian Franco Ferraris
Autore originale del testo: Giangiuseppe Gattuso
Fonte: Politicaprima
Url fonte: http://www.politicaprima.com/2016/06/roma-2016-un-test-per-il-pd-di-renzi.html

PP Test comunali 2016di Giangiuseppe Gattuso – 18 giugno 2016

Ho sempre apprezzato i toni moderati e ho sempre avuto stima della sua persona. Non foss’altro per la vicenda familiare che lo ha segnato.

Oggi, Mario Calabresi, ha scritto un editoriale su Repubblica, che dirige dal 15 gennaio scorso, sul ballottaggio di domani domenica 19 giugno 2016. Colgo l’occasione per farne una sintesi insieme a una mia riflessione.

Mario_Calabresi_Giorgio_NapolitanoUn test, sostiene il direttore, “destinato a lasciare il segno nella politica italiana, a marcare una discontinuità e una possibile rottura di sistema”. Insomma un voto che va preso molto sul serio perché rappresentativo degli umori dell’opinione pubblica. E qualunque sarà l’esito, il Pd e il premier segretario devono cercare una strada per ricomporre – se ancora possibile – le divisioni interne e sanare la distanza che si è creata con molti cittadini. La sfida più importante e visibile è quella con il Movimento 5 Stelle che riguarda Roma e Torino.

A Roma, dice Calabresi, “il disastro del Pd con l’avere mandato a casa in malo modo Ignazio Marino, il problema enorme di Mafia Capitale, ha creato un rigetto talmente forte da spingere anche chi ha sempre votato a sinistra verso Virginia Raggi”.
E su Virginia Raggi si sofferma molto, anche se, va dato atto, non arriva alle nefandezze dell’incarico da avvocato all’ASL di Civitavecchia: “Una campagna elettorale modesta, di lei sappiamo troppo poco su programmi, biografia e squadra di governo”.

“Ma bisogna riflettere – continua – sul fatto che invece di valutare la capacità di far funzionare le cose, ci troviamo a valutare freschezza e simpatia e a considerare come il più grande dei valori l’inesperienza. Queste elezioni ci stanno dicendo che non aver mai governato nulla e non conoscere la macchina amministrativa non è più un difetto o una lacuna ma anzi un vantaggio e una garanzia”.

Poi, d’un tratto, sublime, supera se stesso:

“È come se un giorno i passeggeri di un aereo, stanchi di disagi, ritardi, dell’arroganza di personale e piloti – di cui conoscono stipendi, benefit e orari di lavoro – e di fronte all’ennesimo disservizio decidessero di ribellarsi cacciando dalla cabina l’equipaggio. A quel punto si pongono la domanda su chi possa portarli a destinazione ed è allora che si alza una giovane ragazza che ammette: “Non ho nessuna esperienza, non ho il brevetto, ma sono seria e per bene e ho sempre sognato di pilotare un aereo”. Viene accompagnata in cabina in un tripudio di folla. Dove vadano a finire non è difficile immaginarlo”.

Aereo e pilota suicidaPer Mario Calabrese, quindi, Virginia Raggi sarebbe come quella giovane ragazza. Che senza alcuna competenza tecnica ha la presunzione, inconsapevolmente suicida, di pilotare l’aereo pieno di passeggeri per portarli tutti al disastro e alla strage.

Calabresi, bontà sua, “spera che guidare un Comune sia meno difficile di pilotare un jet e che le energie nuove siano capaci di coagulare capacità e intelligenze, altrimenti per Roma potrebbe essere un brutto risveglio”.

Credo di potere affermare che questa volta il direttore Calabresi, nella sua forse inconsapevole affettuosa faziosità, abbia veramente scritto unasolenne grossolana cazzata!

Renzi e PutinÈ di queste ore l’incontro di Matteo Renzi con Putin per trattare di fatti anche molto più grandi dell’amministrare Roma. Che attengo ad equilibri politici ed economici internazionali e investono gli interessi delle potenze mondiali.

Tutto questo mentre dalle analisi del voto a Roma (Alessandro Giglioli su L’Espresso del 7 giugno scorso), “nella fascia di elettori tra i 18 e i 24 anni Virginia Raggi ha avuto un consenso bulgaro (45 per cento al lordo degli astensionisti, quindi maggioranza assoluta tra chi è andato a votare); Giachetti, per contro è al 9 per cento tra gli under 25 e ha la sua area di consenso più alta tra gli over 64 (il 18 per cento, sempre al lordo del non voto), fascia d’età in cui batte tutti”.

E, senza volere infierire sui soliti atteggiamenti da ragazzotto giocherellone che non riesce a fermarsi di smanettare con il telefonino, “rappresenta”, direttamente da ex sindaco di una media città, l’intero nostro Paese. Auguri.

Giangiuseppe Gattuso

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