Sbarchi e migranti: propaganda e crudeltà di Matteo Salvini

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Il 10% e la propaganda

Oggi Salvini dice che l’accordo europeo di Malta sui migranti, che sancisce l’accoglienza e non la chiusura dei porti, sarebbe una truffa perché riguarderebbe appena il 10% degli sbarchi. Il restante 90% essendo composto da coloro che arrivano alla spicciolata e autonomamente sulle nostre coste, senza essere raccolti e trasportati da navi ONG o militari. Ma come, per mesi ci ha inondato di propaganda, respingendo questo 10% come se si trattasse di un esercito, e ora improvvisamente questo stesso presunto esercito si ridurrebbe a una spicciolata? Ha trattato in modo disumano questo 10% di disgraziati per spiegarci ora, per confessare adesso che si trattava di una quota minima, senza alcun peso sul piano numerico generale? Cattiveria pura, insomma?

Be’, lo dicevamo che il suo era solo un esercizio di crudeltà, espresso su una quota minima di disgraziati. Ma ora che non è più ministro è lui il primo ad ammetterlo. È come se dicesse: sì, ho chiuso i porti a poche centinaia di persone e le ho fatte soffrire inutilmente, ma si trattava di una quota minima, risibile, e il mio è stato soltanto un mero esercizio di crudeltà per fini elettorali. Anche qui: forti coi deboli, anzi coi pochi. Va aggiunto che tutti quelli che arrivano dal mare, barchini compresi e non solo ONG, sono a loro volta una quota minima rispetto a chi arriva in Italia in generale. Schengen, i voli di linea, le automobili sono i principali mezzi di migrazione nel nostro Paese, non i gommoni dei neri. Ma forse sono i neri appunto, gli africani, il problema di molti italiani, più che i migranti in genere. Questa è la triste verità, di cui Salvini è stato da Ministro un fiero portabandiera.