Scomponetelo questo PD

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Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti – 17 giugno 2019

C’è un’unica possibilità, che l’equivoco politico chiamato PD si scomponga e liberi finalmente energie. Che si ricominci partendo da una nuova geografia politica a sinistra. Che un partito largo e plurale possa sorgere fuori dalle sembianze che la sinistra riformista ha assunto sino a oggi, in special modo da quando ha assorbito tanta roba che non le apparteneva. Dovremmo ricostruire un soggetto politico (o più soggetti) utilizzando le sostanze che adesso sono mal combinate, in un ‘amalgama’ che stavolta sia più efficace. A due condizioni. La prima, che il nuovo corso non riguardi soltanto la sinistra riformista, ma anche quella radicale, che si trova davanti a un ostacolo insuperabile se affrontato con i ‘listini’ occasionali. La seconda, che si esca dal tunnel del personalismo, della leggerezza, dei guru e della politica ridotta a espressione diretta della società civile (quando va bene) e si imbocchi invece la strada del partito, della rappresentanza, della partecipazione organizzata. L’ho detto in modo schematico e me ne scuso. Ma dire le cose con una certa iniziale semplicità aiuta. Dopo di che è indispensabile che parta una grande discussione pubblica e una concreta ricerca anche pratica in merito alle forme della politica, di cui non si può più fare a meno. Non sarà domani, non suggerisco scorciatoie mediatiche, non penso a colpi di bacchetta. Si tratta, tuttavia, di far germogliare sin d’ora qualcosa che dia frutti utili alla causa e speranze nuove per tutti noi.

PS, lo dico per chiarezza. Io, personalmente, non intendo affatto rientrare nel PD. Lungi da me, alla sola idea mi gira la testa. Ritengo semplicemente che il fronte della sinistra vada scomposto e ricomposto, perché da poco nasce poco, mentre, se si ha il coraggio di ampliare lo sguardo a tutta la sinistra, senza presunzioni, tutto potrebbe diventare più realistico.