Adesso Salvini fa il moderato e propone l’odiato Draghi alla Presidenza della Repubblica

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di Fausto Anderlini

Forse abbiamo esagerato il giudizio sull’eversivismo della Lega e anche la sottostima delle capacità strategiche di Renzi. C’è davvero in atto un disegno di cambiamento radicale del potere ? Ragioniamo. Una volta tolto di mezzo, col beneplacito universale, l’esperimento di un nuovo centro-sinistra la Lega Salviniana si troverà a poter scegliere fra due forni: i fascisti a destra e la melassa centrista dall’altro lato (due entità per ora di peso equivalente per quanto una solida e montante, l’altra da Italia viva a Fi passando per + Europa, disintegrata e fluida).

Dopo aver sperimentato a danno dei 5 Stelle il partito di lotta, propaganda e governo, la Lega si ripresenterà come pivot di un organico progetto di governo con tutte le rassicurazioni del caso. C’è da dubitare che insista su una linea di cambio di sistema, in contrasto con gli interessi che albergano nel blocco della destra: ceti imprenditoriali, lavoro autonomo, classi medie, fasce popolari. Magari subito appresso alle elezioni i Borghi e i Bagnai saranno silenziati e i Fratelli d’Italia allontanati. L’accredito governante prenderà peso, piuttosto con un allargamento al centro dell’alleanza. Nei fatti già oggi la Lega si trova in una posizione analoga a quella della Dc: un partito egemone disposto sul centro-destra che allora aveva all’estrema il Msi e all’altro capo i partiti laici di centro. Del resto nel Nord la Lega ha fin da subito fatto proprio il mondo sociale che faceva da base alla politica bianca. E l’evoluzione sotto Salvini le ha permesso di appropriarsi dell’elettorato forzitalico al centro e al sud, che a sua volta aveva incamerato l’elettorato democristiano orfano.

L’evoluzione governante della Lega sta evolvendo rapidamente: emblematici i segnali lanciati dal Cardinal Ruini e l’apertura a una Presidenza Draghi. Italia Viva di Renzi si presta allo scopo, che del resto era lo stesso perseguito dal Pd renziano, pur con rapporti di forza allora invertiti. Un blocco moderato di centro-destra con taglio alle ali: i fascisti da una parte e una sinistra impotente (meno di un quarto dell’elettorato) ed esclusa dal governo sine die. Se così non fosse non si capirebbe la guerra di corsa condotta dall’interno del governo Conte col fine di provocarne un rapido logoramento. Il concerto di forze, di varia natura, che congiurano per un esito siffatto è impressionante. Malgrado una finanziaria che è quanto di meglio si sia visto da un decennio a questa parte tutti i media (esclusi Fatto Quotidiano e Manifesto) hanno lanciato una indecorosa campagna di delegittimazione.

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Ecco Tommaso Rodano per il Fatto Quotidiano

Scordatevi capitan Mojito e la crisi di Ferragosto al Papeete.

 

Acqua passata: oggi Matteo Salvini è un altro.

salviniSALVINI

L’ uomo che si è divorato la destra italiana ora si prepara alla conquista del centro.

Negli ultimi giorni ha provato a riavvicinarsi al Partito popolare europeo, ha proposto l’ odiato Mario Draghi (dell’ odiata Bce) come futuro presidente della Repubblica, ha flirtato con il cardinale Ruini, è andato a portare la sua solidarietà alla senatrice a vita Liliana Segre, finita sotto scorta per le minacce razziste (anche se ieri l’ ex ministro ha timidamente smentito: “Gli incontri che faccio li comunico”).

Salvini s’ è tolto la felpa per indossare un abito istituzionale e rassicurante, come la giacca e cravatta che si è messo per sfidare Renzi in tv da Bruno Vespa. Salvini, insomma, ha la forma dell’ acqua: quella che assume di volta in volta cambiando contenitore.

L’ operazione è evidente, scoperta. Ma funziona? Assolutamente sì. L’ abbiamo chiesto a osservatori, studiosi della politica, sondaggisti.

Sono tutti d’ accordo: “La svolta di Salvini è un segno di estrema intelligenza”.

Ascoltate Piero Ignazi , di certo non uno dei massimi sostenitori dell’ ex ministro dell’ Interno: “Purtroppo Salvini è bravo, punto. Ha imparato dai suoi errori e sta mettendo in pratica un progetto di egemonia totale”.

matteo salvini al papeeteMATTEO SALVINI AL PAPEETE

Il pericolo, spostandosi verso il centro, potrebbe essere quello di disorientare il suo elettorato più radicale, abituato a un’ agenda di destra.

Ignazi smentisce questa ipotesi: “Salvini non perde gli elettori sovranisti. Quelli ormai se li è presi, sono suoi. Osservate l’ esperienza della Le Pen in Francia: ha smesso di parlare di uscita dall’ euro e ha moderato il suo linguaggio politico senza perdere terreno a destra”.

Salvini funziona comunque: in felpa o in doppio petto, “in ruspa o sulla Rolls Royce”, sostiene il politologo emiliano. “Il suo successo – aggiunge – è il risultato della pavidità del centrosinistra italiano: bisognava andare al voto dopo la crisi di questa estate, nell’ unico momento in cui era indebolito e in difficoltà. Invece hanno avuto paura”.

matteo salvini balla al papeeteMATTEO SALVINI BALLA AL PAPEETE

“Salvini è intelligente”, ripete (quasi negli stessi termini di Ignazi) anche Gianfranco Pasquino , altro illustre studioso della politica italiana. “La sua è un’ operazione cosmetica, è chiaro: ha solo cambiato maschera. Ma sa farlo bene. Non perde voti a destra e continua a prenderne altrove. Felpa o non felpa, la sua campagna elettorale è intensa, continua, efficace. L’ ultima spiaggia sono le Regionali in Emilia Romagna: se dovesse vincere anche lì”. Come cambia il racconto della politica e la percezione dell’ opinione pubblica: tre mesi fa, in piena estate, il capo della Lega veniva raccontato come un pugile suonato, un giocatore di poker che aveva perso tutto in una sola mano.

salviniSALVINI

Ora invece è tornato il coro di prima: “Salvini è intelligente”. Lo dice anche il sondaggista Nicola Piepoli . Molto di più: “È bravo. Sa fare politica. Un giorno gli si potrebbe affidare la fondazione di un’ alta scuola della politica italiana, come l’ École nationale d’ administration che hanno in Francia (quella che ha “sfornato” anche Emmanuelle Macron)”. Piepoli conferma: “Dai sondaggi è evidente sia la crescita della Lega come partito, sia del suo consenso personale, dopo il crollo di questa estate”.

Anche i numeri consultati da Alessandra Ghisleri accompagnano questa sensazione: “Salvini – spiega la sondaggista – sta cercando di allargare il suo elettorato in un momento in cui tutti gli altri si restringono. Forza Italia è in grande difficoltà. Pd e Movimento 5 Stelle al governo stanno ‘donando il sangue’ e perdono percentuali che finiscono nell’ astensione. La Lega nel mio ultimo sondaggio non supera il 33%, ma così cresce. E lo farebbe anche se restasse ferma”.

salviniSALVINIMATTEO SALVINI SI INCRAVATTAMATTEO SALVINI SI INCRAVATTA