Il senso della storicità culturale

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di Toni Gaeta, 29 gennaio 2017

Leggendo un commento al recente saggio dell’antropologo Marshall Sahlins sul senso storico delle culture diffuse nelle più grandi isole dell’oceano Pacifico, in rapporto con l’evento che le ha quasi completamente trasformate (il colonialismo europeo), invertendo il precedente criterio di valutazione delle preminenze culturali, mi sono venute spontanee alcune domande.

Possiamo continuare a considerare un antico dipinto restaurato, come qualcosa di appartenente soltanto alla cultura nell’ambito della quale fu ideato e realizzato, affidandoci alla scala dei valori di quell’epoca ? Oppure dobbiamo riconsiderarlo, come una nuova creazione, che, sebbene fondata sulla rianimazione di un prodotto già appartenuto al una cultura precedente, assume una diversa importanza, in base ad una scala di valutazioni appartenente al presente ? In questa 2′ ipotesi, é doveroso comprendere il significato che il dipinto restaurato assume per il o i restauratori, per la committenza e, soprattutto, per gli ammiratori ed estimatori dell’oggi ?

Pensiamo alla quantità e alla qualità del valore aggiunto che l’ideazione, la progettazione e la realizzazione del restauro di per se stesse implicano ! Pensiamo al valore e al significato della divulgazione/ammirazione e del commento degli ammiratori e degli estimatori dell’oggi.. L’approfondimento su questi aspetti molto spesso ci porta a scoprire un presente, che si cela dietro un passato ! Questo significa che l’analisi del fenomeno non può limitarsi all’esaltazione della “verosimiglianza”! Questo anche perché nessuno conosce interamente il dipinto originale: esso ha comunque cambiato aspetto e valore!

Penso sia lecito porsi le stesse domande nei confronti di uno o più saggi che narrano di reperti archeologici e della relativa cultura del passato, da cui essi provengono.

Certamente, il saggista che si limita a descrivere i reperti in termini di significati appartenenti alla loro tramontata cultura, dimostra di non comprendere tutto il significato aggiunto, che i reperti stessi possono acquistare nel contesto culturale del presente: significato che costringe a fare i conti con l’impatto che il o i riesumatori (non solo archeologi) attivano nei confronti della committenza, degli ammiratori e degli estimatori.

Nel caso di una committenza pubblica, c’è da chiedersi se sia lecito finanziare la pubblicazione di saggi descrittivi di un’impresa archeologica (già oggetto di finanziamento, per la sua progettazione e attuazione), che nulla aggiungono alla ricchezza culturale e sociale del presente. In questo caso l’area e i relativi reperti archeologici rimangono relegati in un chiaroscuro passato, non lasciando emergere nuovi e interattivi significati, dei quali la realtà socio-economico-culturale del presente potrebbe avvalersi !

Credo, quindi, che ogni finanziamento pubblico, destinato alle riesumazioni storico-archeologiche, oltre alla valutazione squisitamente culturale dell’opera esplorativa di un certo passato, costituisce investimento che assume valenza soprattutto nel presente. Si tratta di una valenza per ampliare le conoscenze ma si tratta anche di una valenza finalizzata ad accrescere il benessere di un determinato ambito socio-economico. Pertanto, la committenza pubblica, dinanzi ad un progetto di scavo archeologico, ha il dovere di valutare innanzitutto il progetto, per verificare se esso contiene anche l’impegno nei confronti dell’inserimento dell’area e dei reperti nel nuovo ambito socio-economico-culturale.

Sotto questo aspetto il complesso dei reperti storici e archeologici consentono un interazione con il passato, che costituisce riconoscimento di nuova valorizzazione e di significato aggiunto, quale capacità creativa del presente.

Quest’ultima si esprime soprattutto nella capacità di unire le dimensioni storico-culturali in una che assume un senso assolutamente diverso e attuariale, che impedisce ogni tipo di rituale celebrazione e ogni caratterizzazione di tipo museale.

In altre parole, la committenza pubblica ha il dovere di finalizzare il suddetto finanziamento soprattutto all’attivazione di un ben definito impatto culturale, capace di accrescere anche il benessere socio-economico: accrescimento rispetto al quale nessun tipo di operatore, direttamente o indirettamente investito dalla committenza pubblica, può sottrarsi. Sara questo tipo di accrescimento che donerà al complesso oggetto di riesumazione un valore squisitamente nuovo, appartenente all’oggi !

 

Al momento ho esaminato e sottoposto alla vostra attenzione soltanto questi due importanti esempi.. ma la visione antropologica del mondo tanti altri può consentire di esplorare ! (Vedi un accennato altro esempio in “Multi-etnicità, Eco-museo, Globalizzazione”)