Sul superamento delle barriere storico-ideologiche tra socialismo e comunismo

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di Manuel Santoro, segretario nazionale di Convergenza Socialista e direttore della rivista teorica L’Ideologia Socialista  5 dicembre 2018

Il Socialismo Largo Organizzato, per essere costruito, implica l’eliminazione delle incrostazioni storico-ideologiche tra socialismo e comunismo. Questa rivista e il partito della Convergenza Socialista, da subito, hanno rivendicato la necessità di una rifondazione del socialismo inteso in senso largo, di classe, in cui le differenze in effetti non esistono. Ciò, in effetti, dipende da cosa si intende per socialismo.

La definizione del socialismo che riprendiamo, in quanto racchiude in sé la visione di una società nuova, è ripresa dal Partito Socialista del Regno Unito, ovvero, il socialismo è il “sistema della società che si basa sulla proprietà comune e sul controllo democratico dei mezzi e degli strumenti di produzione e di distribuzione della ricchezza nell’interesse dell’intera comunità” (Partito Socialista del Regno Unito, 1904).

Se tale definizione è l’obiettivo ultimo di un percorso politico, il socialismo appunto, socialismo e comunismo sono assolutamente equivalenti in termini strategici e, di conseguenza, qualsiasi organizzazione politica che si fondi su tale definizione, deve poter accogliere socialisti e comunisti indistintamente. Da tale organizzazione rimarrebbero esclusi, naturalmente, coloro che reputano il capitalismo adattabile alle esigenze umane. Per approfondire la questione, non solo sarebbe utile far riferimento al Manifesto del Socialismo, con titolo “Da dove cominciare?” [1], ma riprendere gli scritti quali “Strategia, socialismo largo organizzato e tattica” [2], “Il socialista è sia riformatore che rivoluzionario” [3] e l’intervento dal titolo “Che fare?” [4].

Non vi è alcuna necessità e ragione, oggi, di porre paletti storico-ideologici tra socialismo e comunismo, tenendo sempre presente la definizione sopra data, e all’interno di essi. Scrivevamo in “Strategia, socialismo largo organizzato e tattica” [2] che “per socialismo largo organizzato si intende la comunità socialista formata dalla scuola di partito che agisce creando le condizioni per la formazione dell’identità socialista all’interno di un preciso quadro ideologico il cui obiettivo politico è nel raggiungimento della società socialista. La realizzazione del socialismo largo organizzato presuppone, quindi, la rimozione di tutte le incomprensioni, le incrostazioni storiche, esclusivamente tattiche, all’interno dell’ideologia socialista il cui obiettivo strategico è il raggiungimento della società socialista. Edificare il socialismo largo organizzato significa costruire una comunità politica con una solida coscienza socialista che accolga tutti coloro che perseguono l’obiettivo strategico sopra definito e che sia la vita del partito, poi, a valorizzare la discussione propositiva sugli aspetti tattici. I socialisti devono essere dogmatici sull’obiettivo strategico; non lo siano sulla tattica.” Rimozione, quindi, di tutte le incomprensioni. Oggi dobbiamo rifondare una organizzazione politica socialista sul socialismo di classe che abbia come obiettivo il superamento del sistema capitalista. C’è bisogno di tutti, da chi ha tendenze più riformatrici a chi ha un’indole più rivoluzionaria, da chi ha Turati nel cassetto a chi ha Lenin sul comodino. Non scherzavamo quando veniva scritto nel primo editoriale [5] che non saremmo stati dogmatici e che avremmo accolto “gli insegnamenti dei padri del socialismo, inteso in senso largo, senza preclusioni. Non saremo dogmatici con Marx, così come non lo saremo con Turati. Prenderemo in prestito attualizzandoli gli insegnamenti di Gramsci, Proudhon, Marx, Engels, Turati e Lenin, così come quelli di Labriola, Trotsky, Bakunin e tanti altri”.

E’ fondamentale oggi rompere tante barriere e ripartire con un pensiero nuovo che questa rivista sta portando alla luce. Barriere tra riformatori e rivoluzionari, tra socialisti e comunisti. In “Il socialista è sia riformatore che rivoluzionario” [3] scrivevo che “riforma e rivoluzione sono degli strumenti per la realizzazione di un percorso politico. Essi sono opzioni, sono il mezzo. Non il fine”. Il partito socialista [cioè noi] deve avere a disposizione entrambi gli strumenti e usarli nel miglior modo tenendo conto della realtà politica e sociale nazionale ed internazionale”.

[1] Manuel Santoro, Da dove cominciare?, L’Ideologia Socialista

https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/90-da-che-cosa-cominciare-santoro-socialismo-fronte-convergenza-ideologia

[2] Manuel Santoro, Strategia, socialismo largo organizzato e tattica, L’Ideologia Socialista

https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/86-strategia-socialismo-tattica-santoro-ideologia-convergenza

[3] Manuel Santoro, Il socialista è sia riformatore che rivoluzionario, L’Ideologia Socialista

https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/101-socialista-riformatore-rivoluzionario-santoro-socialismo

[4] Manuel Santoro, Che fare?, L’Ideologia Socialista

https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/66-che-fare-socialismo-sinistra-capitalismo-santoro

[5] Manuel Santoro, Avviamo i lavori de L’Ideologia Socialista, rivista teorica del socialismo, L’Ideologia Socialista

https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/editoriali/item/31-ideologia-socialismo-santoro-rivista