TI RICORDO IO storie di alzheimer, di cura e amore quotidiano

per mino dentizzi
Autore originale del testo: Andrea Mariani

Ti ricordo io. Storie di Alzheimer, di cura e amore quotidiano

di Mino Dentizzi

Esistono libri che spiegano l’Alzheimer ed esistono libri che cercano di farlo sentire. Ti ricordo io appartiene decisamente alla seconda categoria.

Mino Dentizzi, geriatra con oltre trent’anni di esperienza nella cura delle persone con demenza, sceglie infatti una strada poco frequentata: rinuncia al linguaggio tecnico per costruire un racconto corale nel quale la malattia viene osservata dall’interno, attraverso gli occhi di chi dimentica e di chi, giorno dopo giorno, è chiamato a ricordare anche per lui. Il volume alterna la narrazione alle riflessioni e a strumenti pratici destinati ai familiari e ai professionisti della cura, senza trasformarsi in un manuale.

La scelta narrativa più riuscita è quella delle voci multiple. Il padre malato racconta la propria confusione senza mai essere ridotto a semplice paziente; il figlio vive il lento ribaltamento dei ruoli; medici, operatori, assistenti e amici completano il quadro mostrando come l’Alzheimer sia una malattia che investe l’intera rete delle relazioni.

Il pregio maggiore del libro è proprio questo: restituire dignità alla soggettività della persona con demenza. In molta letteratura sanitaria il paziente scompare dietro la diagnosi; qui, invece, continua ad avere desideri, paure, ricordi frammentati, emozioni autentiche. Il lettore non osserva la malattia dall’esterno: vi entra.

Lo stile è volutamente semplice. Dentizzi evita qualsiasi compiacimento letterario e sceglie una lingua essenziale, accessibile anche a chi non possiede conoscenze mediche. Alcuni capitoli hanno la forza di piccoli racconti autonomi: l’episodio dello specchio, il desiderio di “tornare a casa”, il progressivo smarrimento del tempo, il rifiuto dell’igiene personale, la difficoltà di riconoscere gli oggetti quotidiani. Scene che molti caregiver riconosceranno immediatamente come vere.

Un altro elemento originale è l’integrazione fra narrazione ed esperienza clinica. Le sezioni dedicate ai consigli pratici, agli esercizi narrativi e alle riflessioni professionali non interrompono il racconto ma ne ampliano il significato. L’autore dimostra che la competenza scientifica può convivere con la sensibilità narrativa senza che l’una soffochi l’altra.

Naturalmente il libro non nasce con l’obiettivo di sperimentare nuove forme letterarie né di sorprendere con artifici stilistici. La sua ambizione è diversa: creare empatia, aiutare i familiari a sentirsi meno soli e offrire agli operatori sanitari uno sguardo più umano sulla malattia. In questo riesce pienamente.

Il titolo, Ti ricordo io, racchiude il cuore dell’opera. Non è soltanto una frase rivolta alla persona che perde la memoria; è una promessa. Significa custodire la storia di qualcuno quando lui non riesce più a farlo, continuare a riconoscerlo anche quando lui smette di riconoscere gli altri.

In un panorama editoriale in cui l’Alzheimer viene raccontato prevalentemente attraverso saggi divulgativi o testimonianze autobiografiche, il libro di Dentizzi propone una forma narrativa originale: un mosaico di esperienze che mette insieme medicina, letteratura e umanità.

Una lettura consigliata ai familiari delle persone con demenza, agli operatori sanitari, agli studenti delle professioni di cura e, più in generale, a chiunque voglia comprendere che cosa significhi davvero accompagnare qualcuno quando la memoria lentamente si allontana.

Valutazione: ★★★★★ (5/5)

Non perché racconti una malattia difficile, ma perché riesce a ricordare al lettore che, anche quando i ricordi svaniscono, la persona continua a esistere e ad avere bisogno di essere riconosciuta.

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