Udine: in pericolo il premio Terzani, tra un sinistro cigolar di assessori di destra

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di Franco Cardini 8 aprile 2019

…CHE COSİ SI PREOCCUPANO DEL SINISTRISMO ALTRUI

Dunque, Tiziano Terzani sarebbe un “santino”, un personaggio mediocre gonfiato dalla cultura “di sinistra”, ed egli stesso “un comunista”. Viviamo in un clima di rinnovata caccia alle streghe (streghe rosse come Terzani per il cigolante assessore friulano, streghe nere come i quattro gatti – neri anch’essi, con ogni evidenza – di Forza Nuova per il solerte sindaco antifascista di Prato: destra conformista di governo e sinistra conformista di governo si danno la mano e si distribuiscono i compiti contro i veri o presunti refrattari che “non ci stanno”. Normalizzazione e pensiero unico trionfano.

Ma, per favore, non chiamatela “inquisizione”. Gli inquisitori veri conoscevano il diritto ed erano dei garantisti seri: di solito di streghe ne bruciavano poche, anche perché si occupavano semmai di eretici; alle streghe semmai ci pensavano i protestanti, soprattutto i calvinisti. I cattolici ci andavano piano, Vedasi il caso della strega Gostanza da San Miniato e dell’inquisitore fiorentino e francescano Tommaso da Costacciaro, alla fine del Cinquecento (c’è un libro laterziano sul suo “caso”): fra Tommaso dimostrò chiaramente che la povera guaritrice Gostanza al sabba non c’era mai stata, tantomeno aveva svolazzato per aria la notte di San Giovanni o amoreggiato col diavolo, e la fece liberare con grande scorno del buon popolo cristiano del tempo, fatto di feroci forcaioli come l’attuale popolaccio di sinistra che ce l’ha con i poveri sfigati neofascisti (se fossero una forza capace di muovere milioni di voti sarebbero un gruppo democratico col quale trattare) e come l’attuale popolaccio di destra che ce l’ha con i disperati che vengono da noi a lavorare al nero, magari cogliendo pomodori nei loro campi o sgobbando come sottomanovali nelle loro fabbrichètte.

Sono stati in tanti, da destra e da sinistra (ci sono, da una parte e dall’altra, anche le persone colte, le persone intelligenti e gli anticonformisti veri: non quelli che stanno “Fuori dal Coro” comodamente in TV) a protestare contro lo scriteriato cigolar di vecchie idee udinesi e a riaffermare la loro ammirazione per uno dei nostri migliori scrittori di viaggio, per un giornalista coraggioso, per un valorosissimo corrispondente di guerra, per un indomito Cavaliere dello Spirito come Tiziano ha dimostrato di essere vivendo sempre e sul serio controcorrente e affrontando per lunghi mesi una crudele malattia in totale serenità d’animo.

Ho già reso omaggio a Tiziano nel precedente M. C.: torno ora sull’argomento per far conoscere ai lettori di queste pagine un bell’articolo di Giancarlo Riccio, giornalista e studioso di germanistica che ha scelto di vivere presso Bolzano, e con alcune paginette di sintesi a mia cura.