Umile e grandioso Anderlini: l’unico che ha compreso le Sardine appena dopo il parto

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di Fausto Anderlini

Quando si tratta di marciare noi garibaldini siamo i primi (canto partigiano)

Volete la discussione ? Ma si, anche. Ognuno si presenti alle urne il 26 Gennaio al seguito di una discussione sul Pd, che oramai è diventata come il caffè da sorbire a tavola al mattino, a pranzo e a cena (magari decaffeinato)……Son cinque anni almeno che non solo me lo bevo, ma ho pure contribuito a raffinarlo con ogni genere di macinino. Con me si sfondano tazzine aperte.

E’ vero come dice Prospero che i sentimenti non bastano e che ci vuole un discorso di verità. Ma è ancor più vero che ogni discorso di verità non innervato su sentimenti e gambe che camminano è una chiacchera fra le altre, un esercizio salottiero (esso sì) di discutidorismo. Un conclave da pizzi e merletti, una soap opera scambiata per Ventotene.

Che poi, la verità….In proposito sarà il caso di ricordare alcuni punti.

1. Nella grande astensione del 2014 il faccione di Poletti se ebbe una parte fu minima. Gran parte dell’implosione fu la conseguenza del golpe giudiziario ordito ai danni della regione. Si voleva dimostrare che anche qui si era uguali se non peggio dei mangioni del Lazio. Per dire che se le errate politiche sociali del Pd e la degenerazione opportunistica delle coop ebbero il loro peso la crisi fiduciaria ebbe luogo in una situazione dove agirono più variabili. Situazione complessa, e torbida.

2. E’ vero che le sardine sono un movimento urbano, ma mi guarderei dal riproporre tanta sufficienza. Esse sorgono da città che sono state plasmate dal socialismo emiliano, non da comuni centri gentrificati. La transizione post-moderna dell’emilia non è avvenuta sul primato della finanza, ma del welfare. Il modello emiliano-renano era un mix di manifattura, cooperazione, welfare, associazionismo, partecipazione, consumi culturali, autonomie locali, organizzazione sociale, programmazione. Ed è questa la posta in gioco. Non era una banale terza via, ma l’oggettivazione di una transizione modulata dall’esperienza socialista. Il Pd renziano e veltroniano ha deragliato convoglio su un binario morto, ma il discorso di verità che lo riguarda prenderà corpo se questa battaglia attorno a un modello che definisce non solo l’identità della regione ma anche della sinistra italianaliana sarà vinta.

3. Insopportabile la sufficienza con cui si guarda alle sardine, come fossero l’ennesimo episodio di fighettismo da quartieri alti. Insopportabile il greve materialismo di tanti intenti all’analisi di classe mentre sorbiscono il caffè nell’appartamento a fianco del mio Nessuno di loro lavora in fabbrica o abita a Galliera e a Camugnano, e se il caso solo perché hanno riattato un rustico come dimora signorile. Non sono fighetti post-classisti, sono la sinistra oggi e molti di loro, semmai, i figli della classe operaia dei ’70 e della piccola classe media welfarista degli ’80-’90. I nostri figli.

4. Movimento ubiquo, effimero, senza memoria né progetto ? Ridotto residuale di un privilegio ? Ma non diciamo scemenze. I ragazzi andati in televisione erano la testimonianza di pezzi materiali della configurazione del lavoro tal quale è oggi. Quando l’idiota ha posto il giochino della torre fra Steve Job e Berlinguer il ragazzo ha detto tutto: che loro lottano per una politica (quella di Berlinguer) che in questi trenta anni gli è stata rubata. Impedita a viverla. Straordinaria e fulminante testimonianza di come la memoria può riattivarsi nel presente divenendo una forza. Quelle piazze del resto cantano Bella ciao.

Quando si tratta di marciare si marcia. Quando le masse si muovono ci si sta dentro. Oppure dietro, a far discorsi di verità. L’importante è che non si pretenda di prenderne la testa con sofismi da salotto. Perché sarebbe per fermarle, Sabotaggio.