Un incoraggiamento sincero

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Se alzando il livello della sua volgarità, Matteo Salvini fa alzare anche i sondaggi in suo favore, vuol dire che il problema non è lui.

Il problema sono gli italiani che nel prossimo candidato Duce, nella versione modernizzata di Capitano, non vedono un cazzaro ignorante e violento, ma uno statista capace di liberarli dalle angustie e dalle paure.

Salvini, senza gli italiani che confidano in lui per non pagare le tasse, semplicemente non esisterebbe, come personaggio politico.

Nessuno ricorda un solo pensiero, una sola idea di chi oggi chiede per sé i pieni poteri, per cambiare l’Italia e l’Europa.

Salvini è il ripetitore, monotono e maniacale, di slogan inventati da altri.

Di suo Salvini ha soltanto la rozzezza, l’ambizione, e l’eccessiva percezione di sé.

Degli italiani, se ne faccia una ragione, non sarà mai il Capo.

Salvini è soltanto una emanazione di una parte di italiani, un po’ xenofoba, un po’ egoista, un po’ intollerante.

Egli è il cattivo odore che esala dal fondo del popolo italiano. Fondo che è riuscito a rimestare con ostinata determinazione, facendone riemergere i peggiori vizi e i cattivi pensieri.

Ci vorrà del tempo perché tutto si ricomponga in una tollerabile sedimentazione.

Ci vorrà del tempo perché quegli italiani riflettano e responsabilmente, se vorranno, si ricredano.

Prendere tempo, in questi frangenti convulsi e tristi, non è solo il legittimo diritto del tacchino nella prossimità del Natale, è soprattutto un dovere democratico.

 Dimostrare che è possibile conciliare rigore ed equità, sicurezza ed umanità, è il modo più efficace per battere ogni insana tentazione, e per sconfiggere i mestatori senza ideali e senza scrupoli.

Chiunque voglia provarci in buona fede, merita i più sinceri incoraggiamenti.