Un panino da serie A

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di Luca Billi – 3 febbraio 2019
Sabato sera: prima di andare a vedere uno spettacolo in un piccolo teatro della Bassa, Zaira e io decidiamo di mangiare un panino e bere un bicchiere di lambrusco in un locale di Fidenza, a pochi metri dell’uscita dell’A1. Nonostante la serata inclemente, il posto è abbastanza pieno.
Quando stiamo per finire, vediamo entrare una squadra di calcio di serie A. Si mettono in fila alla cassa, ordinano chi un panino, chi un piatto di pasta, spostano i piccoli tavoli per fare un’unica tavolata e mangiare insieme, approfittano per andare in bagno. Per noi due è ora di alzarci, dobbiamo andare a teatro, lasciamo la squadra che mangia, scherza, immagino che anche loro tra poco si alzeranno per riprendere il viaggio verso casa. Tutto molto normale, direte voi. Vero, ma quante volte avete mangiato un panino insieme a una squadra di calcio di serie A?
Dimenticavo di dirvi il nome della squadra: è l’Orobica. Ieri pomeriggio hanno perso 3-1 contro la Florentia a Figline Val d’Arno. È una squadra neopromossa ed è ultima in classifica. Dimenticavano anche di dirvi che sono ragazze.
Naturalmente non sarebbe mai successo con una squadra di serie A, quella “vera”, quella di cui parlano le televisioni e i giornali. I giocatori dell’ultima in classifica della serie A non sarebbero mai entrati così in un locale, non avrebbero dovuto spostare loro i tavoli, fare la fila alla cassa, pagarsi il panino e la bibita, come hanno fatto ieri sera le ragazze dell’Orobica. Ma giustamente loro non sono star, non meritano interviste, commenti, articoli, sono solo ragazze che giocano a pallone. E che la sera, finita la partita, tornano a casa, dopo essersi pagate un panino. E che lunedì mattina torneranno a scuola e al lavoro. Perché il pallone è roba da maschi, è qualcosa di cui possono viverci bene solo i maschi.
Per la cronaca, non sembrava di stare seduti accanto a una squadra che aveva perso, che è ultima in classifica e che rischia la retrocessione, nessun dramma. Probabilmente erano deluse e arrabbiate – è naturale che lo fossero – ma ieri sera erano un gruppo di ragazze che mangiavano insieme, che parlavano, qualcuna scriveva sul telefonino, tutto molto normale: solo ragazze che giocano a pallone.
Grazie, continuate a essere solo ragazze che giocano a pallone. E forza Orobica.