Una ulteriore riflessione

per Gabriella
Autore originale del testo: Andrea Colli
Fonte: facebook

di Andrea Colli – 3 settenbre 2014

Oggi, all’ora di pranzo, ho sentito il tg de La 7 dove, dopo aver indugiato su Renzi, in un servizio politico hanno parlato delle critiche a tutto campo di D’Alema nei confronti dello stesso Renzi. Un servizio molto dettagliato di quello che il lider Maximo ha detto. A seguire, la presa di posizione dei bersaniani Fassina e D’Attorre sulla volontà di eliminare dalla Costituzione  l’obbligo del pareggio di bilancio. E anche qui un servizio molto dettagliato. Questi sono gli argomenti principe di tutti i giorni, pomeriggio e sera, dei tg de La 7: oltre qualcosa sul M5s, Renzi e solo Renzi più la minoranza di sinistra interna al Pd, identificata nei bersaniani, cuperliani e dalemiani ma raramente identificata in Civati,  che quando ne parlano, usano sempre un tono particolare come se parlassero di un qualunque fatto bizzarro accaduto nel mondo. Io penso che la ragione di questo noioso e discriminatorio pastone non sia dovuta solo al fatto che La 7 sia stata una di quelle reti che hanno amplificato a dovere la venuta del renzismo, ma che la stessa La 7 utilizzi una specie del manuale Cencelli ovvero che tenga conto di quali siano le forze in campo e specialmente in Parlamento. Tutti sappiamo che Renzi nel partito ha la maggioranza assoluta e copre tutte le cariche esistenti – a parte quelle dei suoi alleati – immaginabili, ma non detiene la maggioranza dei deputati e senatori del Pd che sono nelle mani dei bersaniani, cuperliani e dalemiani e pochi seggi per i civatiani e questo perché non è stato eletto da nessuno ma si è auto imposto. Quindi viene da se pensare che la sinistra del Pd ufficializzata dai media sia quella che ha la maggioranza dei senatori e deputati e del vecchio apparato e quella civatiana sia definita marginale.

LA RIFLESSIONE. In una ipotetica caduta di Renzi quale premier, anche se perdesse la faccia di statista (per quello ci vuole poco), gli rimarrebbe la carica di segretario (questo penso sia uno dei motivi per cui non la molli), con tutta la sua maggioranza. Questa caduta in disgrazia però rafforzerebbe la minoranza di sinistra interna ovvero quella del vecchio apparato della “ditta” in quanto non è mai stato rottamato, che ne avrebbe un giovamento notevole perlomeno negli equilibri politici interni. Rimarrebbe la nostra piccola minoranza civatiana che penso resterebbe tale ma sempre nella morsa tra Renzi e gli altri che continueranno a farci fare la vita da eretici come ora. Da questa ulteriore riflessione io sono convinto che la nostra componente potrebbe trarre vantaggio solo da quella sinistra che sta fuori, che però non vuole nè questo Pd, né Renzi e né l’apparato. Con #E’Possibile sicuramente qualcosa potremo fare ma se continueremo a stare dentro il Pd come si potrebbe realizzare tutto ciò?

(la discussione è aperta)

Babelezon bookstore leggi che ti passa

Articoli correlati

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.