UN SUSSURRO CHE VIENE DAL SILENZIO ASSOLUTO
La metafora a cui allude il titolo rende l’ idea di qualcosa di improvviso e imprevisto che illumina la mente, dà sollievo al cuore, dissipa timori e infonde speranza. La sua manifestazione è occulta, il suo agire misterioso. Non è arbitraria, incide su tutti come la luce del sole, allo stesso modo, e ognuno può riceverla se rimuove ostacoli e si libera di pregiudizi.
A volte arriva per mezzo di un libro ispirato, o durante una pausa di rilassamento e silenzio, attraverso una voce amica o una musica, o un sogno intenso.
La rivelazione può assumere varie forme, una intuizione improvvisa, un evento speciale,una frase significativa, un momento di meraviglia di fronte alla Natura, un intenso sentimento di compassione.
Le circostanze possono variare, quando, dove capiterà non si può dire. E’ un passaggio da uno stato abituale ad un intenso sentimento, a volte un pianto o una allegria improvvisa.
Come spiegare tali fatti misteriosi? Noi conosciamo solo una piccola parte del mondo reale se ci limitiamo ai sensi e l’ intelletto.
Eppure, possiamo affinare la nostra osservazione per includere questi fenomeni che rimangono spesso sotto traccia nella vita perché siamo impigliati nella quotidianità.
Ma quando vengono riconosciuti rimangono comunque inspiegabili. Tali improvvise illuminazioni si devono a una forza di attrazione che il nostro Io superiore esercita su di noi.
E’ la prima comunicazione che riceviamo dal grande mistero dell’ Io superiore, la testimonianza della sua esistenza, la sua entrata in scena, la sua benigna emanazione.
Quegli eventi misteriosi, improvviso e imprevisti sono dovuti semplicemente al suo potere che e’ sempre presente, ma che di norma agisce quando facciamo silenzio e allentiamo resistenze.
Se appare improvvisamente e ci sorprende e’ perché siamo soggetti alle condizioni karmiche da compensare. Si può infatti presentare come una luce che brilla proprio dove la notte delle prove e’ più buia. La sua azione è sia un dono, sia un aiuto o un conforto, o una esperienza sentita con riverenza. A volte e’ quella poesia che apre uno squarcio nell’ ombra e ci trasporta.
La nostra cultura tende più alla critica, al giudizio e la condanna, e molto meno alla devozione, con il risultato che ogni critica finisce per espellere dall’ anima le forze che altrimenti possono accogliere le esperienze sottili.
E’ vero che dobbiamo alla critica e al giudizio tutto quanto raggiunto nel campo scientifico, ma così facendo abbiamo perso contatto e conoscenza della vita spirituale.
Che fare di fronte a queste comunicazioni dell’ individualità superiore?
Mortificare un poco la nostra personalità terrestre, riconoscere errori ed egoismo, battere umilmente alla porta della fonte, in attesa che sussurri nel silenzio.
FILOTEO NICOLINI
Immagine: Ciurlonis, Artista Lituano.
Ispirato a un saggio di Paul Brunton.


