A 75 anni dalla seconda guerra mondiale la Germania ritorna a essere una grande potenza e l’Italia – l’italietta

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Autore originale del testo: Giovanni La Torre
Fonte: i gessetti di Sylos

di Giovanni La Torre – 20 luglio 2019

Dopo 3/4 di secolo si riaccorcia la distanza tra peso economico e peso politico della Germania

Dopo aver provocato (e perso) due guerre mondiali, nel secondo dopo guerra fu decretato il disarmo e il ridimensionamento politico della Germania. Nel più alto consesso internazionale, l’Onu, la Germania è un paese come tanti, mentre Usa, Russia, Cina, Francia e Inghilterra, sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (vero organo decisionale) e pure con diritto di veto. La dimensione nucleare degli armamenti è stata ormai raggiunta da diversi paesi, oltre ai cinque predetti, ma non consentito alla Germania.

In questi ¾ di secolo la Germania, con la sua tenacia e testardaggine protestante, ha ripreso la supremazia economica, ma politicamente è rimasta un nano. Per superare questa limitazione ha cercato sempre sponda nell’Unione europea. Anche da qui deriva la tendenza a favorire un rafforzamento e un allargamento dell’Unione, fino alla creazione di una moneta unica (e pensare che ancora in molti sostengono che l’euro è stato “imposto” alla Germania: roba da matti!). Ma era sempre costretta a manovrare dietro le quinte e dietro altri personaggi (per esempio Juncker).

Oggi finalmente la sua leadership può essere esercitata alla luce del sole: la presidente della Commissione europea, massimo organo di governo dell’Ue, è tedesca. La Germania potrà sedere in prima persona e senza controfigure nei consessi internazionali a nome addirittura dell’Europa, di quella Europa che in due occasioni ha sconvolto e distrutto in modo sconsiderato e brutale. Sto esagerando? Sono prevenuto? Condivido la battuta di Andreotti “amo così tanto la Germania che ne voglio due”? Per carità, assolutamente no! Precisiamo: il recupero politico di quel grande paese andava certamente fatto (come andrà fatto prima o poi con il Giappone, altra potenza sconfitta, quanto meno per contenere il potenziale espansionismo cinese), perché le condanne storiche non possono durare in eterno, però avrei gradito che il PRIMO presidente europeo tedesco fosse un socialista, e non una signora di destra, oltre tutto con un “von” davanti al cognome.

Quanto accaduto è frutto soprattutto dell’insipienza francese, come è stato denunciato più volte in questi “gessetti”, che allo stato è l’unica vera potenza politica e militare dell’eurozona e, dopo la Brexit, dell’intera Ue, ma dopo Chirac quel paese ha ospitato all’Eliseo solo mezze tacche. Mi viene un sospetto: non è che la polpetta avvelenata che Strauss Kahn ha trangugiato nel 2011, e che gli sbarrò la strada verso l’Eliseo, che finora veniva attribuita a Sarkozy, è stata somministrata dai tedeschi? Strauss Kahn era l’unica personalità che forse avrebbe potuto mettere in riga la Germania.

Ma nel suo piccolo è anche frutto del nostro governicchio giallo-verde, i quali hanno bocciato la candidatura del socialista olandese Timmermans, agevolando così il disegno della Merkel, la quale faceva finta di appoggiare l’olandese ma in realtà perseguiva il risultato che poi ha ottenuto, dando in cambio la Bce alla Francia. Certo un bel risultato, non c’è che dire, per un governo che minacciava di “spezzare le reni” all’asse franco tedesco.

In conclusione ci troviamo la Germania a capo del governo politico-economico europeo e la Francia a capo del governo monetario, i due soli poteri reali nell’Ue. L’asse franco tedesco non aveva mai, non solo ottenuto, ma neanche sperato tanto, ma ecco che il sogno diventa realtà, grazie anche al nostro governo. Sforziamoci comunque di vedere il lato positivo della vicenda: il riavvicinamento all’Europa del M5S.