Ancora sulle sardine. La Bestia, la viltà, la poca intelligenza circolante

0
560
Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti

La Bestia stavolta ha fatto una cazzata, quella di scatenarsi contro la pagina fb ‘6000 sardine’. Modo migliore non c’era di renderci il movimento ancor più popolare a simpatico. Alla destra credo che faccia difetto, e non da ora, l’intelligenza (che significa studio, prossimità, rispetto) oltre che il coraggio, visto che si mobilita sempre in schiera, impersonalmente e a ranghi serrati (anche se schiere virtuali, nella fattispecie). Questo non significa che l’intelligenza sia sempre un punto di forza della sinistra, al contrario. Leggo in questi giorni alcuni post contro il movimento della sardine, dove non vi è contenuta una critica argomentata, dura ma rispettosa, no. È tutto uno scrivere di sardine prodotte dai salotti di sinistra e di figli ben curati che vivono negli attici dei papà e fanno i conservatori temendo di perdere, immagino, uno specifico status di privilegiati. Quale? Forse quello di sinceri democratici, come si diceva una volta?

Mi domando, ma è proprio necessario offendere le persone per attaccarne il pensiero e le opinioni, come è pure legittimo ove se ne ravvisassero gli estremi? È proprio necessario mostrarsi fino in fondo radical chic per accusare gli altri a specchio dello stesso, medesimo peccato mortale? Oppure proprio questo modo di criticare è il segno potente che qualcosa non va, che il pensiero gira ormai a vuoto in molta classe dirigente (e non solo), e questo gran vorticare di idee e di parole, in fin de’ conti, è solo comunicazione, solo flatus vocis, solo un gioco a cui ci chiamano i devices che maneggiamo, senza più una nostra partecipazione effettiva? Non è questa la Tecnica in fondo, la cosa per cui i mezzi sono tutto e ci indicano persino i fini da perseguire e le parole da dire? Io capisco come in alcuni ci sia il bisogno di torreggiare sempre, di mettersi sul podio e di chiedersi, come Nanni Moretti: mi si nota di più se me ne vado, o resto qui e mi metto in disparte? Mi si nota di più se mi tengo in disparte dal movimento sardine o se li attacco esprimendo tutto il fiele possibile contro di loro in quanto persone?

Ecco quel che succede quando la crisi traversa l’intero spettro della società italiana e taglia in due anche menti sempre più infiacchite. Che non scorgiamo più le opportunità che si generano, ma solo lo specchio dove compare la nostra immagine, e restiamo conturbati al punto da perdere di vista la realtà reale, al punto di non saperla più nemmeno raccontare. Bisogna riaprire gli occhi. Bisogna vedere e ascoltare di più. E far funzionare la testa. E capire come vi siano soggettività che emergono, e non una specie di feccia da insultare dall’alto del proprio castelletto dorato (spesso persino misero). Tanto più che quei presunti radical chic, sono in realtà la somma composita di soggetti sociali sparsi, che esprimono contraddizioni reali, spinte culturali e psicologiche, disagio che circola nel tessuto sociale. Lo fanno con compostezza, con civiltà, con rispetto: ed è forse questo che dà fastidio. Si preferisce forse, nel bene e nel male, la rivolta di piazza e la violenza? La sofferenza sociale che rifiuta ogni forma di mediazione? La rabbia che resta rabbia? Il sociale che nel vuoto di politica diventa pure irruenza? Lo dicano, così ce ne facciamo una ragione e non sprechiamo nemmeno più dieci minuti del nostro tempo per scrivere un post come questo.

-.-.-.-.-

il comunicato ufficiale di 6000sardine con cui hanno informato il ritorno on-line della pagina del  movimento

La pagina 6000 sardine è di nuovo on-line!

“La pagina non presenta violazioni”

In attesa di ricevere ulteriori chiarimenti tecnici sull’accaduto, se dovesse succedere di nuovo, invitiamo tutti a pazientare e non creare pagine, gruppi o eventi alternativi. Generano confusione e disorientamento.

Ogni attacco o problema sui social riempirà semplicemente di più le piazze. Per chi non l’avesse capito…

Grazie a tutti!

#6000sardine