ATTUALITA’ DELLA DISSIDENZA SANITARIA

per Filoteo Nicolini
Autore originale del testo: Filoteo Nicolini

ATTUALITA’ DELLA DISSIDENZA SANITARIA

Nel Mare magnum della dissidenza sanitaria c’è una miscela di ragionevolezza e ricerca della verità, intuizioni, sospetti, pregiudizi, paranoie complottiste, ribellione e quant’altro avversi le narrazioni ufficiali decorrenti dall’impatto delle vaccinazioni. Accanto ai NoVax puri, a quelli critici, ai No Mask, si accomunano seguaci dell’omeopatia e dell’agopuntura, anziani sfuggenti, vegani e vegetariani, denuncianti degli inquinamenti, critici degli stili sedentari di vita e seguaci propugnatori di un’altra medicina e un’altra gestione della Sanità. Ci sono voci autorevoli e divulgatori che se ne fanno eco attraverso canali resi possibili dalle reti sociali.

La dissidenza “preoccupa” il mondo politico e quello scientifico, le cui voci pretendono smentire quanti nell’incertezza dell’efficacia e degli effetti della vaccinazione di massa si sono fatti presenti con dubbi. Ma a volte queste smentite e queste difese d’ufficio dei giornali non convincono, perché basate su caricature delle posizioni dissidenti o su esagerazioni improprie. Oppure su censure nei riguardi di legittime perplessità che sorgono nella generale insicurezza. Si cade allora in un vizio che dovrebbe essere bandito nella ricerca della verità e che rivela il desiderio di presentare compatta e monolitica la Scienza medica ufficiale, la quale per sua natura è invece provvisoria, incerta e non olistica.*

Una delle contrapposizioni che il giornalismo insiste nel segnalare sarebbe quella tra il generico sentire dell’anima, che motiverebbe e incendierebbe la dissidenza, e i freddi dati e protocolli delle linee ufficiali. Screditando il sentire che vuole vederci chiaro e inneggiando alla razionalità dei dati si finisce però per creare una sterile contrapposizione.

Che cosa è realmente in ballo? Verrebbe da dire l’autorevolezza della Scienza, agli occhi di molti nella veste di unica garanzia. La Scienza naturalmente non è una entità astratta, ma si incarna nell’EMA, l’AIFA, gli Istituti di ricerca, le riviste, gli addetti ai lavori, in una enorme piramide. E proprio da alcuni addetti ai lavori, da quelli che nel silenzio si danno la briga di esaminare articoli, reports, studi internazionali, sono emerse perplessità e interpretazioni distinte sullo stato delle cose.

Tanti si interrogano sul sistema della medicina e della prevenzione e vorrebbero delineare un approccio diverso, almeno accennare all’importanza di modificare gli stili di vita e di alimentazione, o denunciare le varie forme di inquinamento. Le posizioni contrarie o semplicemente critiche rispetto alle vaccinazioni e le sue modalità nascono qui su questo terreno, e risorgono ora più che mai, perché le perplessità non sono scomparse ma sembrano anzi essersi accresciute e qualificate. Notizie su effetti correlati emergono da più parti, le trombosi, i danni cardiaci, quelli neuronali, per parlare solo di quelli a breve termine, Su quelli a lungo termine si fanno al momento solo ipotesi, ma ci sono forti dubbi sull’opportunità di somministrazioni alle donne incinte ed in maternità.

Il sentire che si vorrebbe screditare ha invece diritto di esistenza autonoma e va riconosciuto come tale perché non siamo solo esseri razionali, ma esseri di sentimenti e di volontà, e come tali stabiliamo relazioni con i fatti della vita. Siamo esseri, è bene ricordarlo, che vivono nella dualità osservare-pensare. E un sano osservare non si nutre con censure e frettolose minimizzazioni.

Senza ascoltare la voce del senso comune, senza rispettare i sentimenti, oppure cercando di omologarli a tutti i costi, la Scienza che vuole parlare alle persone è in un vicolo cieco. Tagliate le radici e la pianta del sapere inaridisce, la sua linfa si secca, muore e marcisce. Le persone sono impaurite e disorientate da chi agita lo spettro del contagio ubiquo e fatale e propone vaccinazioni massive. Il sentire va rispettato e non contrapposto al sapere.

Se la medicina appare allora in veste autoritaria e si chiude a riccio, perché dovremmo fidarci? Questa fulminea frase riassume uno dei dilemmi della dissidenza sanitaria, che può divenire diffidenza a oltranza se non c’è dialogo e trasparenza, onestà intellettuale e rispetto reciproco. La dissidenza sanitaria viene generalmente attaccata dicendo che è viziata di pregiudizi e chimere non condivisi dalla scienza, facendo di essa tutta un erba un fascio, ma il suo stesso proliferare va attribuito al fatto che qualcosa non convince nella prassi della Scienza. Vi sono autorevoli ricerche che segnalano i vari difetti di una vaccinazione compulsiva di massa, dall’evidente carattere sperimentale, dalle inquietanti prospettive per dosi ripetute a distanza in un continuo rincorrere varianti e nuovi virus. A denti stretti, autorevoli esponenti ammettono che si tratta di un vasto esperimento di massa mai visto prima e dagli esiti incerti. C’è innegabilmente una minoranza di persone che si interroga, oggi più che mai, sul sistema di salute. Esse lo vedono come una vasta organizzazione che coinvolge vari aspetti della società, e ne mettono in luce l’ideologia, la simbologia, l’ipertrofia degli interventi e le numerose manipolazioni, tra cui risalta quella dell’associata industria dei farmaci. Questa minoranza è cresciuta nonostante gli anatemi, le scomuniche, le caricature a cui viene soggetta. E’ una minoranza che pensa e sente, inascoltate le sue voci. Ci si chiede anche perchè siano state oscurate e minimizzate le esperienze di cura domiciliare dei contagiati, che hanno evitato complicazioni ed affollamenti di strutture sanitarie laddove applicate con tempestività e farmaci convenzionali.

Parlo di autoritarismo perchè spesso e volentieri ci si affida alla persuasione di chi ostenta rigore e assertività, e ci si dichiara incompetenti per ogni comprensione nel campo della salute e della medicina, accettando senza discussione ciò che ci viene proposto. Ciò si deve alla complessità della vita contemporanea, per cui cerchiamo rifugio in quanto ci sentiamo indifesi e impreparati. E’ la Sindrome del Pifferaio di Hamelin.

Vista sotto questa luce, alcune voci della dissidenza segnalano che la valutazione dell’impresa della medicina moderna e tecnologica sia compito e dovere di tutti i cittadini soggetti attivi e non più oggetti, nella consapevolezza che essi abbiano il diritto alla libertà di scelta del loro rapporto con la salute. Affermano categoricamente che nessuno dovrebbe essere sottoposto a cure, terapie e quant’altro senza il suo consenso pieno e consapevole. Aggiungo che il consenso è consapevolezza e quindi conoscenza per poter esercitare il diritto di scelta.

Ai professionisti esige invece la riscoperta di una medicina integrale e preventiva, e l’abdicazione dal monopolio culturale che oggi impedisce che le conoscenze e la comprensione siano condivise socialmente. Sorvolo per brevità sul tema del linguaggio astruso e iper specializzato, che erge barriere e crea disagio. La Scienza medica ne avrebbe tutto da guadagnare, se si aprisse auspicando istanze di dialogo costruttivo e franco e cammini da percorrere insieme.

L’essere umano che funge da paziente agli specialisti non è l’essere umano completo, appare come uno schema che si basa su altri schemi di omologazione. Egli è il cadavere degli anatomisti, la coscienza degli psicologi, le sostanze chimiche e gli umori del suo corpo, la meravigliosa comunità di cellule e nutrienti studiata dai fisiologi. l’individualità spirituale che pensa, sente e vuole. Non è solo il prodigioso complesso analizzato dalle tecnologia computerizzate, ma il portatore degli enigmi, degli ideali e delle aspirazioni.

Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato sempre, e quindi mi asterrò dal recar danno e offesa”. IPPOCRATE

FILOTEO NICOLINI

Immagine: Ippocrate

* Basti dire che si sono enormemente ampliate le conoscenze, ma che molto sfugge alla comprensione profonda. Per avvicinarsi a questa comprensione, è necessario allargare l’orizzonte e prendere con le pinze quella corta visione limitata che vede solo fenomeni, algoritmi e analisi diagnostiche.

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