Breve storia triste

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di Ombretta Buzzi – 6 novembre 2018

Eccomi qua. Per fare il punto della situazione? Non so se sono in grado, però due riflessioni le butto giù.

Si è partiti in pompa magna per un’avventura al di fuori del PD per le ragioni che sappiamo.

Poi: cene, eventi, cene, eventi tanto per tergiversare. Parole tante, troppe, anche a sproposito.

Così, senza ripetermi su quel che ho fatto in prima persona e i comportamenti assurdi della classe dirigente, siamo giunti alle elezioni politiche. Già da qualche mese prima di marzo il progetto LeU, ma anche MDP, mi puzzava di stantio e di ondivago e mi sono defilata. Con sofferenza e rabbia.

Per quel che mi riguarda, come solito, il primo impeto mi aveva portato a seguire le persone di cui mi fidavo e con cui condividevo molte istanze. Bene, anzi male. Ho vissuto con una specie di cataratta metaforica agli occhi.

Però girando per l’Italia, parlando con la gente dei territori e con i dirigenti, piano piano l’opacizzazione si è schiarita. Dietro la “scissione” il nulla. Nessun processo democratico di coinvolgimento della base, idee poche e confuse e tra l’altro non condivisibili in toto. Anche a Rieti posso ben affermare che è accaduto lo stesso. I soliti noti a metter giù il cappello e a prender decisioni. Un po’ modello Renzi, diciamo…

E allora? E allora ecco chi ci ritroviamo al Governo. LeU non ha nulla da dire se non che il PD doveva fare l’accordo con i 5 stelle: per prendere qualche incaricuccio? A pensar male… Invece io sono una #senzadime: con i grillini mai. Prima o poi gli italiani si dovranno accorgere di chi sono questi “signori”: politici (?) per cui LeU e Lega pari sono. E no! Per tacer delle offese lanciate verso i militanti del Partito Democratico e per tacer del modo in cui trattarono Bersani. Allora non andavamo bene, poi l’odore del potere li ha cambiati.

In tutto questo marasma il pensiero della sinistra (?) ridotta, stando ai sondaggi, al 2,5% è ancora criticare il PD, pontificare sui congressi altrui e offendere chi in quel partito è rimasto. E i loro di congressi? Le false assemblee pubbliche prima delle quali vengono già decisi in camera caritatis delegati e dirigenti? Il livello è bassissimo.

Allora mi chiedo se non avessero ragione coloro che son rimasti a casa loro per cambiare dall’interno. D’altra parte senza il PD un centro-sinistra di Governo non si potrà creare mai. Mettetevi l’anima in pace. Al netto di Renzi, quel partito è l’unico partito vero in Italia. Infatti, ho avuto sempre il massimo rispetto per le scelte altrui, non ho irriso i compagni rimasti nel Partito Democratico…

E allora c’è da chiarire che in Italia partitini piccoli di sinistra ci sono e fanno battaglie chiare, condivisibili o meno. LeU non è né carne né pesce: un vorrei ma non posso o non voglio.

Quindi concludo consigliando a tutti di guardare dentro il proprio recinto e fare una critica seria ma soprattutto inviterei molti ad essere più credibili. Quanto a me, devo dar ragione a Bersani su un pensiero “in affitto si sta male” e magari si può pensare di tornarsene a casa e rimodernarla. Chissà!

Potrei continuare descrivendo tutto quanto è accaduto dentro MDP-LeU sin dall’inizio del percorso. Ho visto e sentito cose che voi umani… Ma per la storia rimando, per chi è paziente, agli articoli precedenti sul mio Blog. Il mio impegno non termina qui. Non ce la farei e forse non ne ho neppure voglia. Ho imparato tanto da questa ennesima delusione. E come me tanti lo hanno fatto.

Peccato. Peccato davvero. Non ho rancori, qualche rimpianto sì però so ancora riconoscere quando commetto un errore. Altri, di più alto livello, ancora non sanno farlo. Non vogliono: arroganti e presuntuosi mettono al bando chiunque osi criticare. E questa è la breve storia degli scissionisti: tutto Grasso che cola… a picco.