Carlo Calenda: “Cambiamo la manovra. Un’alternativa a Quota 100 e reddito di cittadinanza”

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di Carlo Calenda

La manovra del Governo dà pochi soldi a tanti, in cerca di consenso, ma non risolve nessun problema strutturale del Paese. Ecco le proposte di Siamo Europei, con le coperture, per investire dove serve davvero: Sanità, Scuola, Ambiente e Giovani www.siamoeuropei.it/cambiamo-la-manovra/

CAMBIAMO LA MANOVRA

Un’alternativa a Quota 100 e Reddito di Cittadinanza

Lo Stato deve assicurare due servizi fondamentali: salute e istruzione.
E deve investire sulle due vere emergenze: ambiente e giovani.
La nostra proposta è semplice: cancelliamo Quota 100 e riformiamo il Reddito di Cittadinanza per un poderoso investimento su queste 4 priorità.

PROPOSTE

Per Quota 100 e Reddito di Cittadinanza sono stati stanziati 43,6 miliardi in 3 anni. Questi soldi devono essere spesi diversamente.
In Italia, spendiamo meno degli altri grandi paesi europei nei due capitoli di spesa più importanti: sanità e scuola. Per cosa invece spendiamo di più? Per le pensioni: 16,1% del Pil contro una media euro di 13,3%.
Invece di correggere questa situazione, il Governo ha deciso di aggravarla con Quota 100, un provvedimento iniquo e costoso, che serve a mandare in pensione anticipatamente persone con un lavoro e una pensione garantita. Per questo andrebbe cancellata. Subito.
Il Reddito di Cittadinanza va riformato.

  • È un provvedimento costruito male: avvantaggia i single rispetto alle famiglie numerose e disincentiva il lavoro regolare, incentivando quello in nero.
  • Non funziona, come dimostrano gli oltre 500mila sms ricevuti da beneficiari del Reddito che dovranno presentare nuova documentazione, i piani di inclusione nel mondo del lavoro che tardano a partire, e il ruolo ancora non ben definito dei navigator.
  • Si è rivelato un flop. Prima della scorsa legge di bilancio il Governo dichiarava che della misura avrebbero beneficiato 6,5 milioni di persone. Ha poi aggiornato la stima a 3,5 milioni di persone. Infine, dagli ultimi dati, sembrerebbe che a beneficiarne saranno solo 2,5 milioni di persone, una platea simile a quella del Reddito di Inclusione potenziato, che funzionava meglio e non presentava queste criticità.

Il minor numero di adesioni, rispetto a quello previsto, ai due strumenti porteranno a un risparmio complessivo di almeno 3,5 miliardi rispetto agli stanziamenti.
Abolendo Quota 100 e sostituendo il Reddito di Cittadinanza con il Reddito d’Inclusione, meno costoso, più giusto e più funzionale, possiamo risparmiarne altri 5 per un totale di 8,5 miliardi già dal 2020.
Soldi che andrebbero spesi così:

  • Scuola. Insegnanti di sostegno, tempo pieno e ITS: 3,8 miliardi

    In Italia la dispersione scolastica esplicita e implicita dilaga e le statistiche sull’analfabetismo funzionale sono allarmanti: 1 ragazzo su 3 non comprende le istruzioni scritte sul biglietto del treno. A fronte di dati così allarmanti l’ultimo Governo ha deciso di operare tagli sull’istruzione scolastica. Dobbiamo fare il contrario. Usiamo queste risorse così:

    • 400 milioni per colmare i tagli alle misure d’integrazione scolastica dei bambini con bisogni educativi speciali, previsti per l’anno prossimo.
    • 3 miliardi per instaurare il tempo pieno in tutte le scuole elementari d’Italia. Più tempo dopo le ore di lezione per avvio alla lettura e aiuto ai compiti.

    Nessun bambino deve essere lasciato indietro.
    Con 400 milioni investiti negli ITS possiamo incrementare le iscrizioni da 9mila a 100 mila unità (in Germania sono 800mila!). L’evidenza dimostra che gli studenti che escono dagli ITS si inseriscono con più facilità nel mercato del lavoro. Più investimenti in ITS oggi riducono la disoccupazione giovanile di domani. Investiamoci subito!

  • Sanità. Medici, infermieri e borse di specializzazione: 4 miliardi

    La sanità pubblica sta vivendo una profonda crisi e l’invecchiamento della popolazione negli anni a venire metterà a dura prova un sistema già in bilico: 4 milioni di italiani rinunciano a curarsi per le liste di attesa; ogni anno si spendono 32,2 miliardi in sanità privata; negli ultimi cinque anni sono state chiuse 91 strutture di ricovero e nei prossimi 10 anni mancheranno 22.000 medici di medicina generale, quando già oggi mancano all’appello 53.000 infermieri. Sulla sanità bisogna mettere tutte le risorse a disposizione.
    I mancati tagli al Fondo sanitario, per 2 miliardi di €, appena annunciati dal Governo non sono in grado di controbilanciare i tagli avvenuti in passato, e tanto meno il crescente fabbisogno di cure di una popolazione che invecchia. Investiamo subito altri 4 miliardi: 125 milioni per 5.000 nuove borse di specializzazione, per sbloccare l’imbuto formativo che ogni anno fa scappare all’estero 1.500 medici d’eccellenza formati in Italia, e 3,875 miliardi per un piano straordinario di assunzione di personale, ristrutturazione di immobili e acquisto di nuove tecnologie.

  • Quota Giovani. Zero tasse under 25 e contribuzione progressiva fino ai 30: 5,4 miliardi (dal taglio del cuneo della manovra Gualtieri)[1]

    Negli ultimi 5 anni 250mila giovani (quasi la metà laureati) sono espatriati, alla ricerca di opportunità lavorative e stipendi più alti. La pensione media erogata sulle prime 35mila pensioni con Quota 100 è di 1.850€ al mese lordi, mentre il 50% dei giovani sotto i 30 anni guadagna meno di 830€ netti al mese.
    Invece di operare un timido taglio del cuneo fiscale su tutti i lavoratori, tagliamo le tasse sui giovani.
    La nostra proposta è investire:

    • 1,2 miliardi per la defiscalizzazione totale degli stipendi degli Under 25, ovvero portare l’Irpef al 0%
    • 4,2 miliardi per finanziare una contribuzione progressiva tra i 25 e i 30 anni.

    Rispetto a un taglio generalizzato, questa misura ha il doppio vantaggio di aiutare i più giovani e di spingere maggiormente i consumi. I giovani, infatti, sono la categoria con la più alta propensione al consumo e la minore a risparmiare.

  • Ambiente. Impresa “verde” 4.0, svecchiamento parco circolante auto (1 miliardo + 250 milioni) e perseguimento della SEN.

    La green economy italiana dà lavoro a 2 milioni e 972 mila persone e genera 200 miliardi di euro di valore aggiunto. Sono 355mila le aziende italiane che dal 2011 hanno investito in tecnologie verdi, che garantiscono efficienza energetica e riducono l’impatto ambientale.
    Queste tecnologie vanno inserite nel Piano Impresa 4.0, garantendo vantaggi fiscali a chi decide di investirci con l’iper e il superammortamento e il credito di imposta: 1 miliardo di euro (che incidono sulle casse dello Stato dal 2021) da finanziare interamente con i fondi europei.
    Occorre poi attuare misure per accelerare lo svecchiamento del parco auto circolante, che conta ancora 16,7 milioni di auto Euro 3 o inferiore[2]. Va reintrodotto il sostegno economico alle famiglie con Isee inferiore a 15mila euro che sostituiscono un’auto di questo tipo con una Euro 5 o superiore. Una misura da 250 milioni di euro all’anno interamente finanziabile con un modesto intervento sulle bollette (0,8€ all’anno su quella elettrica e 1,7€ su quella del gas per una famiglia tipo).
    Infine, bisogna tornare ad attuare la Strategia Energetica Nazionale del 2017, che prevede l’obiettivo di una  riduzione di almeno l’80% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, e la cessazione completa della produzione elettrica a carbone entro il 2025, puntando in particolare sul gas come energia di transizione.



APPENDICE FONTI E COSTI
  1. ABOLIZIONE QUOTA 100
    Per quota 100 e  e per il congelamento dell’adeguamento alla speranza di vita sulle  pensioni anticipate fino al 2026, sono stanziati 7,860 miliardi nel 2020.Alla luce delle minori adesioni, abolendo Quota 100 e ripristinando l’adeguamento alla speranza di vita, i risparmi complessivi sono pari a circa 3,9 miliardi di euro:
      • Al 30/09 sono arrivate 185mila domande. Visto l’andamento delle richieste in calo, alla fine dell’anno possiamo aspettarci circa 200mila richieste di pensionamento.
      • Applicando un tasso medio di rigetto del 18% (in linea con quanto osservato nei primi mesi), si ottiene un totale di 164mila pensioni ottenute con Quota 100 nell’arco del 2019. Pensioni che rimangono da finanziare nel 2020.
      • Applicando una pensione media di 24.000€[3], si ottiene un costo totale di 3,936 miliardi di euro.
      • Rispetto agli stanziamenti il risparmio sarebbe quindi di 3,924 miliardi di euro.
  2. SOSTITUZIONE RDC CON ReI
    Per finanziare il Reddito di Cittadinanza l’ultima legge di bilancio ha stanziato per il 2020 7,123 miliardi per il solo sussidio e 8,055 in tutto (compreso il potenziamento dei Cpi).Ripristinando da subito i requisiti del ReI, molti beneficiari del RdC non avrebbero più diritto all’assegno. Per il 2020 si può immaginare un regime transitorio in cui viene garantito un sussidio a tutti i percettori del RdC fino alla fine dei 18 mesi[4], in cui si ripristinano, però, gli importi previsti per il ReI.I dati a disposizione sulle domande per il Reddito di Cittadinanza vengono pubblicati con cadenze irregolari, sono di difficile accesso e talvolta incoerenti nel tempo. Alcuni aspetti però sembrano rimanere consistenti nelle diverse pubblicazioni: sul totale delle richieste quelle per le Pensioni di Cittadinanza rappresentano circa il 12,2%, mentre quelle per il Reddito il restante 87,8%. Sembra anche consistente nel tempo la quota del totale dei percettori del Reddito rappresentata dai diversi tipi di nucleo familiare[5].Alla luce delle richieste accettate sinora[6], possiamo prudenzialmente stimare il numero di richieste accettate a fine anno in 1,1 milioni[7]. Di queste, 965.800 sarebbero percettori del Reddito di Cittadinanza e le restanti 134.200 sarebbero percettori della Pensione di Cittadinanza.Riformando il RdC, sostituendo gli importi mensili con quelli del ReI[8], e mantenendo il sussidio per soli 18 mesi, considerando la distribuzione mensile delle richieste e la proporzione dei diversi nuclei familiari, si ottiene un costo per il 2020 di 3,093 miliardi.A questi si aggiungono i costi della mantenuta Pensione di Cittadinanza, che, applicando un importo medio mensile di 208,8€[9], ammontano a 336 milioni di euro per tutto l’anno. Si aggiungono poi i costi per i navigator (circa 90 milioni di euro, al lordo delle tasse) per un costo totale di 3,519 miliardi. di euro[10].Un risparmio di 4,535 miliardi rispetto agli stanziamenti di 8,055.Insieme ai risparmi di Quota 100 si arriva a un totale di 8,460[11] miliardi di euro, largamente sufficienti a finanziare le prime due proposte (7,8 miliardi di euro).
  3. CUNEO FISCALE
    Dai dati del Mef sulle dichiarazioni fiscali per l’anno d’imposta 2017, risulta che per le Persone Fisiche di 24 anni o meno che fanno una dichiarazione dei redditi sono 1.700.000. Generano un’Irpef netta di 1,126 miliardi, per cui 1,2 miliardi sono sufficienti a coprire l’azzeramento dell’Irpef sui contratti degli under 25.Dagli stanziamenti per il taglio di cuneo della manovra Gualtieri, rimangono 4,2 miliardi da dedicare a un abbassamento delle tasse sulla fascia 25-30 anni, con una decontribuzione regressiva in funzione dell’età (fino a contribuzione totale al compimento dei 30 anni), così da produrre un dimezzamento del carico fiscale sostenuto in questi 5 anni.
  4. CONVERSIONE DEI FONDI EUROPEI IN CREDITO D’IMPOSTA
    A ottobre 2018 la Commissione Europea ha concesso che nelle Regioni del centro-sud i fondi europei per lo sviluppo regionale si possano utilizzare per coprire l’integralità del credito d’imposta varato nel 2016, e non più solo quello concesso per investimenti che rientrano nella S3 (strategia di specializzazione intelligente), che punta a concentrare gli investimenti dove ci sono maggiori potenzialità di crescita.Non sarà difficile ottenere dalla Commissione, sulla scia di un orientamento sempre più verde, che, in tutte le Regioni, i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale possano coprire integralmente i crediti d’imposta e le agevolazioni fiscali alle imprese che investono in tecnologie verdi.
  5. FINANZIAMENTO DEL SOSTEGNO ALLA MOBILITÀ SICURA E SOSTENIBILE DELLE FAMIGLIE IN SITUAZIONE DI DISAGIO ECONOMICO
    È possibile finanziare questa misura utilizzando le risorse del Fondo per la crescita sostenibile incrementato a 250 milioni l’anno.Tale incremento si otterrebbe con l’adeguamento delle componenti tariffarie, già previste in bolletta per il finanziamento di tale fondo, e stabilite dall’articolo 32, comma 2, del decreto legislativo n. 28 del 2011.Il gettito del fondo è attualmente pari a circa 100 milioni di euro all’anno. È possibile raggiungere la dotazione necessaria con un modesto intervento sulle bollette. Per una famiglia tipo: +0,8€ all’anno su quella elettrica e +1,7€ all’anno su quella del gas.Così facendo, la norma non comporterebbe nuovi oneri o minori entrate per il Bilancio dello Stato.


  • [1] 2,7 miliardi il primo anno perché in vigore da luglio.
  • [2]Dato a fine 2015.
  • [3] Importo leggermente inferiore alla media calcolata nella nota tecnica al Dl. 4/2019, ma leggermente superiore a quella riportata da Tridico sulle prime 35mila pensioni erogate (pari a 1.825€ mensili). NB: La media annualizzata per ogni singolo pensionato dovrebbe essere maggiore di 24mila euro, ma, poiché non tutti i pensionati vanno in pensione il 1° gennaio (e.g. i dipendenti pubblici, quelli con la pensione media più alta, hanno finestre ben precise nell’anno per andare in pensione) la media dell’aggregato, sull’anno, si abbassa. Da qui la stima di 24.000€/pensionato nel 2020. Applicando una media di 25.000€, i risparmi si abbassano a 3,760 miliardi e con una pensione media di 26.000€, si arriva a 3,596 miliardi.
  • [4] E si ristabilisce la pausa di 6 mesi per poter richiedere un nuovo ciclo di sussidio, prevista per il ReI.
  • [5] 38% di persone sole, 20% di nuclei composti da 2 persone, 17% da 3 persone, 14% da 4 persone, 7% da 5 persone e 4% da 6 persone o più.
  • [6] 960.007 al 4 settembre 2019, dati Inps.
  • [7] Numero in linea con diverse previsioni, tra cui quella dell’Osservatorio sui Conti Pubblici, effettuata a luglio su dati più parziali.
  • [8] 187,50€ per un single; 294,50€ per 2 persone; 382,50€ per 3; 461,25€ per 4; 534,37€ per 5; 539,82€ per 6 o più, prudenzialmente applicati integralmente a tutti i percettori stimati.
  • [9] Ultimo importo medio mensile erogato, dati Inps aggiornati al 04/09/2019.
  • [10] Importo superiore ai 2,862 miliardi previsti per il 2020 nella legge di Bilancio 2018 (di cui 2,745 miliardi per il Fondo per la lotta alla povertà e 117 milioni per le finalità da individuare con il Piano nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale).
  • [11] Anche con la stima più prudenziale di risparmi da quota 100 e ripristino del calcolo della speranza di vita (3,596 miliardi.), i risparmi totali si attestano a quota 8,131 miliardi di euro. Sufficienti a coprire le spese proposte, anche contando un margine di errore.