CHIUDERE I PORTI PUO’ NON PIACERE MA E’ UNA SCELTA. IL VERO “ASSO” DI SALVINI SONO GLI INSULTI

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CHIUDERE I PORTI PUO’ NON PIACERE MA E’ UNA SCELTA. IL VERO “ASSO” DI SALVINI SONO GLI INSULTI: SPORCANDO L’ALTRUISTA DI TURNO PUNTA A SCACCIARE IL SENSO DI COLPA E L’UMANITA’ CHE ALBERGANO IN CHIUNQUE, LUI COMPRESO

di Fabio Martini – 1 luglio 2019

La chiusura dei porti a tutte le navi è una scelta politica molto forte, ma rientra tra le opzioni possibili. Come dimostrano analoghe scelte fatte dalla Spagna e sulle frontiere di terra da Paesi come Francia, e Germania. Naturalmente quando ci sono in ballo naufraghi affamati e assetati, quella scelta assume connotati che a tanti paiono disumani.

Ma c’è un tratto altrettanto spiazzante nella condotta del ministro dell’Interno: non si limita a contrastare legalmente e politicamente i profughi e i loro salvatori ma li insulta. Puntualmente li offende. E lo fa per delegittimarli. Etichettandoli quasi sempre sotto la categoria della furbizia. Come dire: non vi intenerite per loro, questi cercano di fregarvi. Ma la criminalizzazione serve anche come “vaccino” contro ogni cedimento emotivo.

Cari italiani, non abbiate alcuna compassione: i migranti sono “villeggianti” e i loro traghettatori sono soltanto dei mercanti. Salvini sa che tutti – e soprattutto gli incerti – possono essere attraversati da un momentaneo senso di colpa. L’insulto sistematico serve proprio a spegnere quei dubbi.