I have a dream

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Dice il Corriere della Sera che il nome della nuova formazione politica renziana potrebbe essere ‘L’Italia del Sì’ e avrà sede in un palazzo che appartiene a Marcucci, l’attuale capogruppo al Senato del PD. Marattin, invece, possibile capogruppo alla Camera degli scissionisti, dichiara: “In questo nuovo quadro politico serve una nuova Terza via, ma siamo lontani da Giddens e Blair”. Non basta: “Non ce ne andiamo via perché abbiamo litigato: non sbattiamo la porta e assicuriamo pieno appoggio al premier Conte”. Renzi, ovviamente, ci mette del suo e conferma: “Vado via dal Pd, ma il sostegno al governo rimane convinto”.

Se questa vi pare una cosa seria, vi invidio. Vanno via ma ci sono sempre; mettono la sede nella casa di uno che resta (ancora) nel PD, anzi ne è capo gruppo; se ne vanno ma appoggiano (dicono loro) convintamente il governo; le idee con cui si scindono (si scinderebbero) sono una tenebrosa misticanza (terza via, Giddens, Blair, il lanciafiamme, avanti col governo Conte, la Lazio, la Roma). Da questo minestrone di cose sparse, da questa mini-scissione che ‘non è contro’, ma anzi va a finire che sarebbe pure ‘a favore’, da questo giochino di palazzo (quello di Marcucci), che cosa ne dovremmo trarre? Che l’infido dilemma se Renzi se ne vada, se sia mai entrato, se ci sia stato, se ci abbia fatto, se era borderline, se abbia solo suonato al citofono e poi scappato via come un bambino, si risolve più semplicemente così: Renzi non c’era e se c’era dormiva. Tant’è che la presunta scissione è così strana, immaginifica, fantasiosa, irrealistica che forse ce la stiamo solo sognando. Anche se resta, ovviamente, un gran bel sogno. Guai a svegliarci!