Il confronto Renzi/Salvini – cani da pagliaio

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Cani da pagliaio

A un certo punto mi sono anche addormentato. Una fiction talmente melensa e prevedibile da rivalutare Forum di Sante Licheri, quella trasmissione marcata Fininvest nella quale venivano ingaggiati dei tizi per simulare delle liti giudiziarie, come un dramma shakespeariano.

Se la combine pubblicitaria ha dimostrato qualcosa è l’evidente difficoltà di entrambi gli attori. Salvini è apparso come un cane di paglia, talmente mansueto e ripetitivo da sembrare la spalla del comico (e non si capisce come abbia accettato il gioco, non avendo nulla da guadagnare se non qualche credito di riconoscenza da far valere in un ipotetico futuro). Sicchè si è rafforzato il sospetto che in lui alberghi un coglione. Renzi, per parte sua, è apparso per quel che è: il ripetitore di se stesso, un disco parlante, uno scioglilingua. Coglione l’uno, spaccone l’altro. Deja vu, fino alla noia.

Con un esito paradossale. La Tv che in luogo di falsificare il vero, stravolgendolo, rende palese il falso, dimostrandone l’irrilevanza.

Marciare contrapposti per colpire Conte e aprire una breccia nell’alleanza Pd-5S. Ma nessuno dei due è apparso come una minaccia. Il triumvirato Grillo, Conte, Zingaretti (con ai fianchi la cavalleria leggera di Bersani e Franceschini) nato quasi per caso sta diventando una cosa seria.