Il Pd ritorna al governo e l’amara conferma che tutta la politica è in crisi

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UN ANNO DOPO LA PIU’ DURA SCONFITTA DELLA SINISTRA
NELLA STORIA, IL PD TORNA AL GOVERNO COME SE NULLA
FOSSE: LOTTIZZAZIONE PERFETTA, NON UNA PERSONA O UN’IDEA
NUOVA: L’AMARA CONFERMA CHE TUTTA LA POLITICA E’ IN CRISI

Si può pensare – e anche provare – che la sola esistenza del nuovo governo, privo di Matteo Salvini, abbia tolto dal circuito collettivo la cosa più nociva di una propaganda che cinicamente puntava ad estrarre l’aggressività che ognuno coltiva dentro di sè. Ma l’operazione Conte-bis, salvo miracoli sempre possibili, rischia di stamparsi nella memoria collettiva come la dimostrazione di un vecchio detto degli anni Sessanta: sono tutti uguali!

Da questo punto di vista è esemplare quel che ha fatto il Pd. Una volta impostata da parte di Zingaretti la trattativa in modo comprensibile (o la svolta o le elezioni), la partecipazione al nuovo esecutivo si è manifestata in assenza di una qualsivoglia novità. Soprattutto per “merito” del Pd: ministri e sottosegretari sono stati scelti senza alcun criterio ma solo sulla base della fedeltà alle sei correnti, sbarrando la strada a personalità, espressioni della migliore società civile.

E il fervore entusiastico di aggettivi – nuovo, grande, ecc.ecc. – supplisce ad una qualsiasi riflessione sulle ragioni che un anno fa avevano rimpicciolito il Pd e sulle ragioni che in poche ore hanno portato ad accantonare la precedente opposizione alla cultura grillina. Tutto si può fare, perché no, ma far finta di nulla, non porta bene, Per chi pensa che l’Italia avrebbe bisogno di una forza riformista tosta ma anche capace di rinnovarsi, è la conferma che se la destra e i grillini sono in crisi, la sinistra tanto bene non sta.