La comunicazione costa, e la politica si riduce a drenaggio di risorse

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Autore originale del testo: Alfredo Morganti

di Alfredo Morganti

La politica come comunicazione costa. Non c’è più, come un tempo, un partito che tiene i collegamenti con l’elettorato, e non basta più andare in TV a spiegare le proprie posizioni e i propri programmi. Adesso è necessario stupire, come in quello spot della Telefunken. Serve la fantascienza mediale, servono costosissimi effetti speciali, serve la post produzione, nonché l’occupazione costante dei social con le dirette tv, i profili falsi, una valanga di post ogni giorno mentre si mangia oppure mentre si racconta al mondo si essere un vincente anche se si perdono a raffica le elezioni (e magari c’è pure chi ci crede).

Avere alleggerito i partiti ha solo reso necessaria la loro surroga con la Tecnica e i suoi derivati. Ossia meno persone, meno partecipazione reale e più costi. Più il partito è piccolo, ad hoc e ad personam, più vi devono affluire euro. C’è poco da fare. La politica si riduce a drenaggio disperato di risorse. E allora spuntano i tariffari, i bancomat, i ragionieri, i cassieri invece dei dirigenti, degli intellettuali, dei militanti. La politica ha necessariamente perso in intelligenza, passione, sincerità, divenendo strategia mediale da preparare a tavolino con il guru che dà le direttive a dirigenti senza più un’anima.

Ma se tutto è calcolo comunicativo, come meravigliarsi se la politica sotto specie mediale si distacca dalla vita delle persone ridotte alla modalità di soggetti di un focus group? È questo il diaframma che si è pian piano ispessito, mentre i dirigenti divenivano uomini di spettacolo e i militanti dei tifosi. Al dibattito pubblico, al confronto, alla contesa, alla battaglia politica si è sostituita l’esibizione dei volti, la maschera mediatica, la finzione costruita a tavolino. Ai partiti, invece, le costellazioni di cerchi magici, i contenitori elettorali e la necessità impellente di ingentissime risorse da destinare agli eventi mediatici e social. Un totale inaridimento, dove emergono i guitti e le mezze figure. Niente più niente meno. La soluzione? Invertire l’attuale equilibrio: non la politica come ancella della comunicazione ma l’opposto. A queste condizioni, credo che la sinistra tornerebbe a essere protagonista e le mezze calzette tornerebbero invece nell’ombra da cui sono inopinatamente emerse. Matematico.