La sinistra, la destra. I pensieri lunghi e quelli corti

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di Alfredo Morganti – 19 aprile 2019

In questo davvero la destra e la sinistra tendono (quasi) a sovrapporsi: nella concezione del tempo. Entrambe non guardano più in là del loro naso, che è poi la scadenza elettorale a breve e la conquista del consenso immediato. Entrambe non concepiscono nemmeno più il senso della prospettiva. Pensieri lunghi? Macché: cortissimi, quasi zero. Nessun partito o movimento ‘investe’ più su alcunché, la politica si fa in massima parte sulla spesa corrente. Tutto è accorciato, tutto non va oltre scadenze brevissime, tutto è ridotto alla mobilitazione polemica, tutto è media o social. Tattica, quando è almeno tattica, sennò nemmeno quella. È una politica che si avvita su se stessa, che in rare eccezioni lancia lo sguardo oltre la collina, ma che in massima parte su quella collina si arena, come soldati impaludati.

Perché? Perché i tempi della politica li fanno i media, e questi ultimi si sa vivono di corto respiro, sound bite di 30″, lampi, battute, post, dirette social, quisquilie. Perché la tecnica ci ha illuso che solo i mezzi contino, e non i fini, le prospettive, le strategie, i pensieri lunghi – e i mezzi impongono sempre soluzioni asciutte, rapide, funzionali. Perché la classe politica è di bassa qualità, selezionata alle primarie, senza alcuna forma di cooptazione che garantisca almeno una formazione specifica: una classe politica pescata a caso nella società civile, composta viepiù di professionisti, più adatta alle baruffe di condominio oppure ai giochini di un consiglio di amministrazione, che alla nobiltà e alla grandezza di un’aula parlamentare. Perché anche il ‘popolo’ è più sensibile ai bonus, agli sgravi, ai redditi di cittadinanza, alle quote 100, ai condoni, ai ‘meno tasse per tutti’, alle flat tax, all’incasso veloce, ed è sempre meno attento al destino collettivo, ai beni comuni, all’esistenza degli altri, alle sofferenze degli altri, ai bisogni degli altri. Irretito dall’apparire piuttosto che dall’essere.

Non è un caso che quello lì, il toscano, scelse come proprio claim ‘Adesso!’. E nemmeno è un caso che nell’era della governamentalità, perfino il governo oggi sia dilaniato da spinte politiche inconciliabili, unificate soltanto dalla necessità tattica di arraffare il potere. Tempi brevissimi insomma, poi si vedrà. Dopo di che tutti si scagliano contro Greta, che dal suo giovanissimo punto di vista indica il tremendo destino della Terra ai suoi abitanti impegnati, invece, nella bassa cucina quotidiana. I giovani hanno questo di bello, che guardano lungo laddove gli altri sono ciechi. Disporre di una vita intera, vuol dire anche assumerne per intero la prospettiva. La vecchiaia e il capitalismo ci rendono miopi, forse ciechi, questo è il punto.