L’ammiraglio De Giorgi: in Libia condizioni disumane, non è un porto sicuro

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L’ex Capo di Stato Maggiore della Marina e ideatore dell’operazione Mare Nostrum commenta: “chi parla di invasione non sa di cosa sta parlando”

di Marco Mazzù 06/02/2019

In Libia non ci sono porti sicuri perché “c’è una condizione di conflitto fra bande armate” e i migranti si trovano in “situazioni di cattività disumana”. Lo dice all’AdnKronos l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ex Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ideatore e comandante dell’operazione ‘Mare Nostrum’ nel Mediterraneo. “In termini di controllo delle frontiere – osserva – è in Niger e nel Fezzan che si dovrebbe investire molto di più anche con militari italiani a sostegno di politiche integrate di soft power (investimenti per migliorare la qualità della vita locale, l’istruzione, la salute) e di hard power sotto forma di presenza militare in chiave anti trafficanti di esseri umani, da implementare prima che questi sventurati affrontino il Sahara e poi il Mediterraneo”.

Per gestire il fenomeno sarebbero opportuni per De Giorgi “corridoi umanitari che alleggeriscano la presenza di migranti ridotti in schiavitù nei campi di detenzione in Libia”. Bisogna poi agire “con più coraggio e determinazione, anche con forze multinazionali sotto l’egida Onu in Libia, per ripristinare le condizioni di legalità e di ordine in quella terra”.

Quanto all’atteggiamento della Ue, “non esiste una politica estera europea. L’atteggiamento verso l’Italia è dettato dalle varie capitali che non vogliono prendere i migranti al posto dell’Italia, per le stesse logiche di politica interna a cui rispondono le scelte italiane. Paura del diverso e frustrazione per le difficoltà economiche. In più -rileva De Giorgi- vi è lo storico scarso peso italiano nell’arena internazionale che non motiva gli altri partner a venirci incontro.

A coloro che denunciano l’‘invasione’ in Italia di migranti irregolari De Giorgi replica “che non sanno di cosa parlano e che dovrebbero avere la consapevolezza che senza un deciso aumento della popolazione giovane in età di lavoro in Italia il nostro sistema assistenziale andrà in crisi nel lungo periodo, a seguito della tendenza demografica negativa. Il problema non sono i migranti, con una popolazione di quasi 60 milioni di abitanti la loro presenza è una frazione minima della popolazione, ma il loro status d’irregolari a porre le premesse per comportamenti di microcriminalità alla base dell’accresciuto allarme sociale in materia. D’altra parte, sarebbe necessario a mio parere aumentare le pene per reati considerati a torto minori, come i furti in casa e le aggressioni per strada, che fanno sentire gli strati più deboli della popolazione in pericolo costante”.

Più in generale, oggi la situazione nel Mediterraneo centrale è “inquietante per il rischio di un suo utilizzo illegale e da parte di organizzazioni criminali e per lo sfruttamento sconsiderato delle risorse marine, anche sotto il profilo della pesca eccessiva. Rimane ancora assente uno sforzo coordinato a livello istituzionale e internazionale per la protezione delle specie marine a rischio di estinzione. Basti pensare -sottolinea l’Ammiraglio De Giorgi – alla decisione del Giappone di riprendere la caccia alle balene, così come non mi sembra sia stata compresa la gravità del fenomeno delle micro plastiche in mare”.