Migranti, il sindaco di Lampedusa: «Accoglienti, non cretini. Ma ora il ministro degli Interni dialoga»

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«Accoglienti sì, cretini no». Al sindaco di Lampedusa Totò Martello, l’epilogo della vicenda della nave Ocean Viking ieri mattina non piaceva affatto. Martello, in particolare, contestava la scelta del governo di offrire proprio Lampedusa come «porto sicuro». «La nave si trovava a venti miglia a nord di Linosa — spiegava — Più vicina alla Sicilia. Le hanno fatto fare marcia indietro. Per far sbarcare da noi i migranti che poi saranno portati comunque altrove. C’è qualcuno che forse non conosce la geografia». Ma quando le prime dichiarazioni polemiche del sindaco, che già nei mesi scorsi aveva più volte bersagliato Matteo Salvini sul tema, erano state rilanciate dai media, dal Viminale è arrivata una chiamata.

Cosa le hanno detto dal ministero?

«Mi hanno spiegato le ragioni della scelta di Lampedusa. Dovute a motivi tecnici, cioè che qui l’hotspot al momento è vuoto».

Un segnale di attenzione? 

«Direi. Soprattutto rispetto al governo precedente. Che non ascoltava. Subivamo anche ripicche, come i migranti che restavano più delle 48 ore previste. E spesso, soprattutto con i tunisini, si creavano momenti di tensione con la gente del posto».

Lei a proposito dell’Ocean Viking ha detto che se la ministra Lamorgese vuole mettersi «sulla scia di Salvini», Lampedusa «è pronta ad alzare la voce».

«La telefonata che ho ricevuto dice che qualcosa è cambiato. Anzi, mi è stato detto che la settimana prossima il ministro o un suo delegato sarà a Lampedusa per prendere visione della situazione».