Quando ci renderemo conto che la corruzione è un problema serio? Una tragedia?

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di Giovanni La Torre

Il commento più pertinente su quello che sta accadendo a Venezia l’ha fatto Ellkappa (al secolo Laura Pellegrini) con la sua vignetta del 14 novembre su Repubblica. In testa c’è la scritta “E DIO CONSEGNO’ AL MOSE SEI MILIARDI”, poi l’immagine vede Dio che consegna le tavole della legge su cui c’è scritto “6 MILIARDI” a delle mani febbrilmente protese, e sotto il commento “E VENEZIA SPROFONDO’ SOTTO UN’ALLUVIONE DI MAZZETTE”.
Posso usare l’espressione “è uno schifo”? Sono stati spesi sei miliardi (diconsi seimiliardi di euro) per un’opera che non è ancora entrata in funzione, e chissà se mai lo sarà o se mai sarà efficace, ma per la quale le tangenti sono state regolarmente corrisposte …
Signori: come ci permettiamo di fare questi commenti? I signori tangentisti non possono mica attendere, non sono mica gente qualsiasi, come certi fornitori che devono attendere la fine dei lavori! Vogliamo forse scherzare? Noi siamo dei morti di fame che ci attacchiamo a dei miseri miliardi. Loro sono superiori a queste miserie. Uh! Come lo sono.
Quandoi nostri concittadini si renderanno conto che la corruzione ruba dalle tasche di tutti noi? Che i soldi non sono sottratti a un generico “stato” ma a tutti noi presi singolarmente. Quando?
Nel luglio del 2016, dopo l’incidente ferroviario in Puglia che costò la vita a ventitre persone e il ferimento di un’altra cinquantina, l’allora presidente dell’Anac Raffaele Cantone disse che lì c’entrava la corruzione. Si riferiva al fatto che erano stati stanziati i fondi per il nuovo sistema di segnalazione ma che fino allora non erano stati utilizzati: evidentemente non si erano messi ancora d’accordo sulla spartizione delle tangenti, e gli incidenti con morti potevano pure nel frattempo verificarsi.
La corruzione crea disastri di tutti i tipi. Quando ce ne renderemo conto?
Qualche giorno fa il Procuratore capo del tribunale di Milano, Francesco Greco, ha dichiarato, letteralmente: “le imprese preferiscono investire in tangenti anziché in innovazione”. Ecco una delle più importanti cause del nostro declino (e la Confindustria si desse una mossa se vuol rendere credibili le sue prediche). Quando ce ne renderemo conto? Quando costringeremo i nostri politici a smetterla?