Riserve petrolifere e consumi

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Il presente articolo fa seguito al precedente “Consumo auto elettriche”, con l’intento di contribuire alla ricerca di soluzioni eco-compatibili (1) in ambito mobilità su percorsi, che escludono l’uso di energia derivante dall’organismo umano (cammino, bici, pattini, sci, etc.)

Stime attendibili molto recenti indicano in 7 miliardi la popolazione mondiale attuale.

Stime altrettanto attendibili valutano che, perdurando l’attuale livello dei consumi, il tasso di crescita della domanda mondiale di petrolio a fini energetici sia del 2% annuo.

Con questi valori si può facilmente calcolare che, escludendo nuovi giacimenti (che si dovessero rendere disponibili nei prossimi anni), è già stato consumato il 42% delle riserve attualmente conosciute. In altre parole, si avvicina il momento del raggiungimento del picco(2) dell’estrazione. Secondo la BP (British Petroleum), il petrolio disponibile è sufficiente per circa 40 anni, calcolati a decorrere dai dati dell’anno 2000 (quindi, fino al 2040).

Fa paura pensare che queste datazioni del recente passato collimano con quelle attuali, condotte dalle comunità mondiali dei climatologi e dei geo-fisici sulla durata della biosfera del nostro pianeta (anni 11 per correre ai ripari + 9 con ripari insufficienti = 20).

Ciò supponendo di continuarne l’estrazione al ritmo attuale, senza tenere conto della continua crescita della domanda mondiale che, come già scritto, si valuta intorno al 2% annuo. Al momento dell’estrazione dell’ultima goccia di petrolio, l’umanità dovrà già da tempo aver smesso di contare su questa risorsa; in quanto, man mano che le riserve petrolifere (ovvero il petrolio non melmoso e utilizzabile) si esauriscono, la velocità con cui si può continuare ad estrarre decresce, costringendo a ridurre i consumi o utilizzare altre fonti energetiche, per la cui fabbricazione occorrono le fonti energetiche attualmente possedute.

Ipotizziamo che io oggi acquisti un’autovettura ad alimentazione elettrica e che faccia affidamento sulla sua durata di 10 anni. Le domande che penso siano necessarie sono: quanti kWh consumerò, conoscendo il mio chilometraggio annuale ? Quanto petrolio e/o quanti pannelli fotovoltaici saranno necessari ad alimentare la produzione di energia elettrica per la sua locomozione ?

Perdurando gli attuali standard di approvvigionamento di fonti energetiche, la strada sembra senza uscita. L’iniziativa, purtroppo, é lasciata ai possessori di grandi capitali privati. Questi sappiamo che in tema di investimenti calcolano esclusivamente il tornaconto immediato. Quanto alle pubbliche istituzioni, dovrebbero esprimere il pubblico e generale interesse. Tuttavia, abbiamo verificato che esse sono costantemente espropriate della “sovranità” (3), da parte dei grandi capitalisti. Pertanto, l’auspicio é che imprenditori di piccola e media grandezza, volenterosi e lungimiranti, raccolgano i capitali necessari a far sì che, rotaie comprese, la produzione di autoveicoli preveda la dotazione di cellule fotovoltaiche con relativi accumulatori. Forse solo questa soluzione potrà garantire la futura mobilità per i prossimi 11 anni.

NOTE:

(1) – vedi https://www.nuovatlantide.org/sviluppo-sostenibile-ed-economia-sostenibile-ossimori/

(2) – Picco: La teoria del picco di Hubbert (detta anche più brevemente picco di Hubbert) è una teoria scientifica (o modello) proposta, nella sua formulazione iniziale, nel 1956 dal geofisico americano Marion King Hubbert, che modella l’evoluzione temporale della produzione di una qualsiasi risorsa minerale o fonte fossile.

(3) – vedi https://www.nuovatlantide.org/sovranita-territorialita-globalizzazione/