Rojava: nulla é cambiato dopo 8.000 anni

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Come descritto in articoli precedenti (1), prima della Storia da noi conosciuta (quella che inizia 5.000 anni fa) esistettero civiltà in tutto il mondo, il cui comune fondamento fu l’adorazione della Dea. Oggi é ampiamente dimostrato che dette civiltà non furono meno importanti di quelle successive. Al contrario, esse costituirono esempi di mentalità e di culture più aperte rispetto alle altre, più democratiche e più egualitarie di quelle di cui parlano i nostri libri di Storia (tutte d’ispirazione patriarcale). Basti pensare che a quei tempi l’adorazione della Dea implicava la disapprovazione delle guerre, giudicate sempre e comunque portatrici solo di morte.

Un’altra conseguenza culturale, connessa con l’adorazione della Dea, fu l’assoluta parità di genere. La sessualità era molto considerata, giacché connessa con l’osannata fecondità della specie Homo, come di tutte le specie viventi.

Nella federazione etnica (kurdi, siriani laici, arabi sciti) sotto la direzione dei Kurdi del Rojava é stata avviata la creazione di una convivenza umana altamente civile. In essa parità di genere, laicità amministrativa, democrazia partecipativa e sviluppo ecologicamente compatibile (2) costituiscono il substrato di un modello sociale e istituzionale, unico in tutto il Medio Oriente. Tale substrato ricorda molto quello dell’ultima grande civiltà matrilineare: Creta, prima della definitiva conquista da parte degli indoeuropei, già presenti e operanti nel resto dell’Ellade. (3)

Molti occidentali si stupiscono di quanto siano stati determinanti i battaglioni di soldatesse kurde contro l’Isis. Queste persone non sanno (causa voluta disinformazione) che nessuno dei Kurdi, e tantomeno delle Kurde, hanno mai pensato alla guerra come ‘modus operandi’ della propria cultura e della propria aggressività. Essi sono da molti decenni un popolo etnicamente osteggiato, politicamente e militarmente annientato (centinaia di migliaia di morti), nonché geograficamente smembrato dalle potenze occidentali, in combutta con i potentati arabi.

La formazione mentale che accomuna i potenti occidentali con quest’ultimi é tutta di tipo patriarcale. Alla base delle loro tre religioni (e relative “sacre scritture”) c’é l’esaltazione della morte (l’aldilà é più importante dell’aldiquà..!) e, quindi, della guerra, giudicato come lo strumento più efficace per esaltare il mortifero valore militare e le relazioni di forza tra i popoli.

Questa convinzione nei secoli é stata fatta propria soprattutto dai seguaci fondamentalisti e poi anche dai suprematisti della razza bianca (presenti soprattutto negli USA). Non a caso in eterno conflitto con i “diversi”, pur se accomunati dalla sublimazione di uno stesso unico Dio. Queste religioni sono state e sono ancora alla base delle colonizzazioni di popoli animisti, induisti, buddisti e politeisti, con impossessamento dei loro territori e relative ricchezze, nonché con mercificazione di esseri umani: pratica tutt’oggi perdurante.

Oltre al principio della parità sociale, politica e istituzionale tra i generi, le donne delle società adoratrici della Dea e le donne del Rojava hanno un’altra e molto attuale comunanza di vita: l’invasione devastante di un popolo di assoluta ispirazione patriarcale. 7-8.000 anni fa i super-patriarcali Kurgan, in possesso di nuovi armamenti in ferro, invasero mezzo mondo e seppellirono tutte le tracce delle civiltà paritarie e solidali. Oggi nel Rojava il “sultanato” turco, guidato da “un certo Erdogan”, ammiratore di un famoso patriarca guerrafondaio e genocida (l’europeo Adolf Hitler), sta cercando di riesumare i fasti dei popoli patriarcali. Questi, come armamentario si avvale della maggiore diversificazione e dell’arricchimento tecnologico della comunque ferrosa produzione bellica !

Purtroppo, anche questa volta le imperfette democrazie occidentali fanno finta di opporsi allo sterminio dei Kurdi. In realtà, molti importanti imprenditori e governanti dei Paesi occidentali coltivano robusti interessi politico-economici, che rendono vuote le loro parole di condanna. Tuttavia, la domanda é la stessa che si impone circa la devastazione in atto del Pianeta: se tutto é riconducibile al potere economico, come mezzo per ottenere anche gli altri poteri (“pieni poteri”..), perché milioni di esseri umani invece di subire un sistema così altamente disumano e discriminatorio non si ribellano ?

Le donne del Rojava, assieme con gli uomini degli eserciti kurdo e arabo-siriano, stanno facendo esattamente questo: ovvero quello che nel corso della storia delle discriminazioni femminili le istituzioni patriarcali non hanno loro concesso: difendersi !

NOTE:

  1. https://www.nuovatlantide.org/le-societa-matriarcali-e-patriarcali-le-classi-sociali-lo-stato/

    https://www.nuovatlantide.org/la-guerra-nome-dio-non-della-dea/

    https://www.nuovatlantide.org/lantica-centralita-sociale-della-donna/

    https://www.nuovatlantide.org/origini-sviluppi-limiti-delle-societa-patriarcali/

  2. – Terminologia assolutamente corretta, che sostituisce l’aggettivo “sostenibile” –

    Vedi https://www.nuovatlantide.org/sviluppo-sostenibile-ed-economia-sostenibile-ossimori/

  3. https://www.nuovatlantide.org/una-storia-nella-preistoria-europea-le-ipotesi-kurgan-e-atlantide/