Savona: “Rilanciare gli investimenti per generare fiducia”

0
155

di Paolo Savona, 1 dicembre 2018, da Il Messaggero

Il ministro scrive al Messaggero: “In tre anni possiamo tornare sul sentiero virtuoso del debito”

“Come ministro tecnico ho indicato la soluzione da dare a una caduta del saggio di crescita produttiva anche superiore alle previsioni ufficiali, che rischia di aumentare la disoccupazione già elevata e la povertà troppo estesa in Italia. Per affrontare questa congiuntura dobbiamo discostarci dal rientro nei parametri fiscali europei concordati dai precedenti Governi per garantire, d’accordo con le autorità europee, stabilità economica e politica”. Lo dice, in una lettera pubblicata dal Messaggero, il ministro degli Affari europei Paolo Savona.

“La proposta – spiega Savona – permetterebbe ragionevolmente di ritornare in un triennio sul sentiero del riaggiustamento del deficit di bilancio strutturale e della riduzione del debito pubblico sul Pil. Ma un passo indispensabile di questa strategia deve essere il rilancio degli investimenti pubblici e privati.

In tal modo si rafforzerebbe la fiducia dei mercati sulla solvibilità del nostro debito pubblico, già di per sé solida per l’esistenza di un’ingente ricchezza finanziaria nelle disponibilità degli italiani (3.500 miliardi di euro netti) e di un flusso annuo di risparmi in eccesso (circa 160 miliardi nel triennio 2019-2021) testimoniato dal saldo positivo degli scambi con l’estero”.

Dobbiamo ripristinare la fiducia sul futuro dell’economia italiana – avverte quindi il ministro – in modo specifico sui titoli di Stato attraverso crescita reale e stabilità politica.

Non aiutano certo a questo fine le dichiarazioni delle autorità europee, come pure di parte di quelle interne, che continuano a manifestare perplessità sulla possibilità di stimolare la crescita e la stabilità del debito pubblico, invocando il rispetto dei parametri fiscali indipendentemente dall’ esistenza dei tre problemi indicati”.

“Quando l’attenzione della pubblica opinione e l’impegno della politica si concentrerà sul rilancio degli investimenti, rimuovendo gli ostacoli esistenti – conclude -, l’intero dibattito sulla situazione dell’Italia e la sua collocazione in Europa cambierà di segno”.