STAVOLTA MERKEL LA TREMARELLA L’HA FATTA VENIRE AI SOVRANISTI E L’ITALIA DI SALVINI È STATA SCHIANTATA SU TUTTI I FRONTI

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Autore originale del testo: dagonews
Fonte: Dagospia

DAGONEWS

ursula von der leyen 4URSULA VON DER LEYEN 4

Stavolta Merkel la tremarella l’ha fatta venire agli altri. I sovranisti li ha lasciati a bocca asciutta, mentre il famigerato patto di Osaka, che avrebbe portato Timmermans al vertice della Commissione Europea, era morto ancora prima di ripartire dal G20. Il socialista non sarebbe mai passato, e il nome di Ursula Albrecht coniugata von der Leyen era scritto da mesi nell’agendina di Angelona.

Lei è davvero la sua delfina, la sua amica più cara, una con cui parla regolarmente due volte al giorno da anni, sempre al suo fianco. Macron alla fine non può lamentarsi: la ministra della difesa è amica del suo paese, europeista fin nel midollo (è cresciuta a Bruxelles, ha studiato al liceo europeo e parla francese da madrelingua). In più incassa il liberale belga Michel a capo del Consiglio e una francese al vertice della BCE.

angela merkel ursula von der leyenANGELA MERKEL URSULA VON DER LEYEN

Certo, Lagarde non è un nome ”suo”: come oggi ricorda le Monde, l’attuale presidente del Fondo Monetario Internazionale inviava lettere manoscritte a Sarkozy in cui si professava ”al suo servizio” e gli ricordava che poteva ”utilizzarla come meglio crede” (corrispondenze trovate durante le perquisizioni a casa dell’ex presidente).

xavier giocanti marito di christine lagardeXAVIER GIOCANTI MARITO DI CHRISTINE LAGARDE

Però entrambe sono parte di quell’Establishment con la ”E” maiuscola caro all’Eliseo e inviso ai sovranisti: Ursula ha frequentato il Bilderberg in almeno quattro occasioni, della Lagarde si è perso il conto. E Christine, che agli incontri della Trilateral ha un posto fisso, è un terzo di quella Troika che ha messo in ginocchio la Grecia, per poi ammettere di aver fatto disastri.

CHRISTINE LAGARDE ARRIVA AL G20 DEI MINISTRI DELLE FINANZECHRISTINE LAGARDE ARRIVA AL G20 DEI MINISTRI DELLE FINANZE

La francese è una donna decisionista ma che prende ordini da chi è al potere: non è una da colpi di testa. La tedesca è rigorista, nazionalista, ha spesso criticato Salvini e con lui si è più volte scontrata sul tema dei migranti. D’altronde, il veto del Capitone su Timmermans era una minchiata. Si sapeva già che non sarebbe stato lui, solo che il leghista voleva dare l’impressione di aver contribuito ad affossare il socialista.

Che però ora dovrebbe mantenere la vice-presidenza a danno del commissario italiano, visto che un altro posto da vice è prenotato dalla danese Vestager, un’altra che nelle trattative è entrata da papa e dunque come minimo adesso deve uscire da ”cardinala”. Poi c’è il vice di diritto (l’Alto Commissario per la politica estera), e altre eventuali poltrone sono a discrezione del presidente.

sarkozy lagardeSARKOZY LAGARDE

Il fatto che l’Italia abbia subìto l’accordo europeo lo ha appena ammesso pure Di Maio: “Quanto alla nomina ai vertici europei di due fedelissime di Merkel e Macron, non mi fa impazzire che Germania e Francia l’abbiano vinta ancora una volta e spero che non diventino due regine dell’austerity”.

In effetti Lagarde da domani risponderà a Macron, uno che il governo italiano lo vorrebbe vedere raso al suolo, e non ci farà sconti. Aggiungi che secondo i piani franco-tedeschi al fianco della neo-presidente BCE verrà messo il mastino Martin Selmayr, già badante di Juncker imposto dalla Merkel, in spregio delle regole comunitarie, come segretario generale della Commissione.

LAGARDE SARKO ipadLAGARDE SARKO IPAD

A chiudere il filotto perdente, gli ultimi due elementi: la Spagna ha ormai ufficialmente rimpiazzato l’Italia come numero tre del Continente (il Regno Unito si è ritirato da solo), visto che al posto dell’ayatollah Moscerini arriverà lo spagnolo Borrell. E per far contento il socialista Sanchez e cornuto il governo gialloverde, alla presidenza del Parlamento è stato appena votato il piddino Sassoli. Zero per i sovranisti, zero per Visegrad.

MARTIN SELMAYR E JEAN CLAUDE JUNCKERMARTIN SELMAYR E JEAN CLAUDE JUNCKER

E il commissario italiano? Giuseppe Conte in conferenza stampa ha – in modo molto irrituale – parlato esplicitamente della Concorrenza, per cercare di portare a casa uno scalpo pesante. Domani la Lega si riunisce per decidere il nome. Si parla di Centinaio, anche se sia Salvini che Di Maio vorrebbero promuovere/rimuovere Giorgetti e continuano a fare pressioni sul sottosegretario di Palazzo Chigi per spedirlo a Bruxelles.

Lui non ci pensa per niente, oltre a non saper spiccicare una parola di inglese. E visto che il commissario alla competition passa il suo tempo in giro per il mondo tra conferenze e incontri con multinazionali potentissime, la lingua in genere è un requisito minimo (ma da queste parti siamo sempre pronti ad abbassare l’asticella).

gianmarco centinaio matteo salviniGIANMARCO CENTINAIO MATTEO SALVINI

Cosa c’è in cima all’agenda di Ursula? Al primo posto, pari merito, ci sono due riforme: quella della politica estera, da rendere più coesa e coerente, e il rafforzamento della politica di difesa comune, come propugnato da sempre nel suo ruolo di ministro. Rafforzare la politica di difesa comune vuol dire ovviamente indebolire gli eserciti nazionali (e le loro commesse miliardarie), quindi aspettatevi una bella resistenza sul tema.

Nei suoi sogni c’è anche una riforma molto importante a livello istituzionale: l’eliminazione del diritto di veto. Per portare avanti un’Unione a 27 (o 28, se gli inglesi ci ripensano), secondo von der Leyen non si può più restare inchiodati ai ”capricci” di un singolo stato membro, soprattutto ora che ce ne sono alcuni che non credono più nel progetto di integrazione europea. Bisogna passare alla maggioranza qualificata anche per le decisioni più delicate, come quelle fiscali, per cui ancora è richiesta l’unanimità. Certo, per cambiare la norma sul diritto di veto servirà l’unanimità, quindi anche qui gli ostacoli sono parecchi.

DI MAIO CONTE GIORGETTIDI MAIO CONTE GIORGETTI

La nuova presidente della Commissione spingerà per una riforma del diritto migratorio (ma ha idee che sono opposte a quelle del blocco di Visegrad), e sul tema chiave dei conti pubblici prevede di lasciare agli stati un grace period, una fase di assestamento di due anni, per mettere a posto le finanze e fare gli ormai odiati compiti a casa. Passati 24 mesi, calerà la mannaia su chi pensa di continuare a fare la cicala.

Per chiudere sui conti pubblici, in molti sono ancora stupiti dello slancio di Mattarella a difesa del governo sulla procedura d’infrazione. Ma quelle dichiarazioni avevano un obiettivo preciso: scavalcare Salvini che stava come al solito allargandosi, a spese di Conte, oltre ogni soglia tollerabile dai commissari che hanno in mano il dossier italiano.

MACRON MATTARELLAMACRON MATTARELLA

La Mummia del Quirinale ha quindi sentito Macron, con cui ha un ottimo rapporto, e concertato le dichiarazioni da rilasciare in Austria. Non a caso, da quel giorno, il tema della Flat Tax è sparito dai radar.

Chicca finale:

LA LETTERA DI CHRISTINE LAGARDE A NICOLAS SARKOZY

Da www.huffingtonpost.it

Caro Nicolas,

molto brevemente e rispettosamente:

  1. Sono al tuo fianco per servire te e i tuoi progetti per la Francia
  2. Ho fatto del mio meglio e posso aver fallito, qualche volta. Te ne chiedo perdono
  3. Non ho ambizioni politiche personali e non desidero diventare un’ambiziosa servile come molti di coloro che ti circondano: la loro lealtà è recente e talvolta poco durevole
  4. Usami per il tempo che serve a te, alla tua azione e al tuo casting
  5. Se mi usi, ho bisogno di te come guida e come sostegno: senza guida, rischio di essere inefficace; senza sostegno, rischio di essere poco credibile.

Con la mia immensa ammirazione, Christine L.