Stefano Parisi: “Ricostruire l’area liberale e popolare per ridare un futuro al Paese”

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Autore originale del testo: Stefano Parisi

di Stefano Parisi – 19 giugno 2019

Oggi tutti abbiamo una grande responsabilità. Ricostruire l’area liberale e popolare che per 25 anni è stata ed è tutt’ora rappresentata da Forza Italia. Prima che si spenga definitivamente l’ultima fiammella è necessario aprire una grande fase creativa di riconquista dell’elettorato perduto. Bisogna aprire le finestre e fare entrare aria nuova, mondo cattolico, associazioni, corpi intermedi, volontariato, professionisti. C’è in giro tanta domanda di partecipazione.

Bisogna porsi delle domande: perché Fi perde voti e Salvini arriva al 34%? E’ solo un problema di gruppo dirigente, di democrazia interna, o forse c’è anche un problema di identità perduta? Metà degli Italiani non vota più. Gli italiani non consumano, le imprese non investono, c’è una crisi di fiducia enorme. Ma siamo sicuri che il Paese appoggi questo governo? Per Lega e 5 Stelle non ha votato più del 25% degli elettori…

E dunque vogliamo un’area liberale, popolare, riformista pronta ad accomodarsi sotto l’ala protettiva della Lega – ammesso che Salvini abbia intenzione di proteggerla – vogliamo perdere la nostra anima, oppure siamo pronti a ricostruire un progetto per il Paese partendo dagli errori commessi?

Abbiamo bisogno di generare coesione sociale, non di dividere. Vogliamo che lo Stato si tolga di mezzo e lasci le comunità ad occuparsi degli altri, degli ultimi, dei più deboli. Vogliamo una scuola veramente paritaria, una università aperta e competitiva. Vogliamo un sistema sanitario efficiente e moderno, in Lombardia e in Calabria.

Dobbiamo ricostruire una società dilaniata dall’odio, dall’invidia e dal rancore. Noi dobbiamo ricostruire la casa degli Italiani che hanno voglia di lavorare, che vogliono creare benessere per le loro famiglie, che vogliono occuparsi degli altri, che non aspettano lo Stato per risolvere i loro problemi. Noi dobbiamo ripartire da una grande discussione sui valori, sul futuro dell’Italia, perché torni ad essere un grande Paese in Europa, rispettato e forte.

Facciamo una grande assemblea costituente. Il 6 luglio o in qualunque altro giorno. Facciamo esprimere tutti. Sicuramente emergeranno nuovi leader, nuove idee, nuova forza propulsiva. FI non abbia paura del confronto. Chiudersi in se stessi provoca scissioni ma non fa riconquistare l’elettorato perduto. Pensiamo agli elettori, non agli apparati di partito.

Costruiamo un’area nuova, che possa anche essere riferimento di tanto elettorato che in passato ha dato fiducia a Renzi. Costruiamo una casa nuova che proponga riforme forti, chiare, radicali, che facciano ripartire la nostra società bloccata. Non la casa dei moderati ma la casa dei decisi a tutto per ridare un futuro ai nostri ragazzi.