Zingaretti, attenzione a non essere il “taxi” del M5S

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Autore originale del testo: Giovanni La Torre
Fonte: i gessetti di Sylos

Zingaretti ha deciso di tentare questa avventura con il M5S in un governo che dicono sarà di legislatura (ci vogliamo credere?). Pare che sia stato il senso di responsabilità a spingere il segretario e tutta la direzione del partito in questa direzione, e dette considerazioni sono di tutto rispetto, ma va rilevato che da alcune “spie” emerge il sospetto che dall’altra parte non ci sia lo stesso atteggiamento.

Zingaretti ha più volte affermato che sarà un governo di svolta nell’interesse del paese ma Di Maio gli ha risposto che questo governo è in continuità con il precedente e proseguirà il programma del precedente. Poi, per farsi capire ancora meglio, ha dichiarato che le categorie “destra e sinistra” sono ormai superate (tipica frase di chi è di destra e non lo vuol esternare), quindi come per dire: “sì, il governo lo faccio con il Pd giusto perché ha i voti, ma avrei potuto farlo con qualsiasi altro partito”: ossia la versione politica dell’aria “questa e quella per me pari sono” (Duca di Mantova nel Rigoletto), oppure “il Pd per me è come un taxi”, per usare la metafora di Enrico Mattei.

Il Pd può accettare tutto questo senza reagire? Finora sembra di sì, ma si spera che si tratti solo di tattica del momento, e che prima del varo definitivo del governo ci sia un risveglio dell’orgoglio e della dignità politica. Si ha l’impressione che Di Maio con il Pd abbia recuperato la forza e la decisione che a cospetto di Salvini si erano afflosciate. Forse pensa di aver trovato finalmente il pungiball verso cui scaricare tutta l’aggressività accumulata nei quattordici mesi di frustrazione continua nei quali ha solo dovuto obbedire a Salvini ingoiando più rospi che pane? Come quel capo ufficio che a casa le prende in continuazione dalla moglie e poi va in ufficio e sfoga con i suoi collaboratori? D’altro canto temiamo che ciò che abbiamo appena ipotizzato in di Di Maio, possa essere lo stesso stato psicologico di buona parte di quelli che votano ancora 5S, quindi per loro risulterebbe molto gratificante l’umiliazione del Pd, e quindi per il M5S può costituire un utile ricostituente.

Ripetiamo la domanda: il Pd può sopportare tutto questo? Veramente crede che la navigazione del governo potrà essere tranquilla con questi chiari di luna, se non saranno subito dissipati? Temiamo che questo governo abbia tutta l’aria che bene che possa andare lascerà il Pd al punto in cui è, ma che può trasformarsi in un pericoloso boomerang proprio ora che era cominciata la risalita elettorale.

Insomma, visto che questo è il “gessetto” delle metafore: caro Zingaretti, lei ha ingaggiato una partita da X2. Speriamo di sbagliarci e che lei riesca a invertire il pronostico.