PARADIGMA VA. PARADIGMA VIENE.
“Avere una buona idea può succedere a tutti. La cosa più difficile è farla accettare. C’è chi la rifiuta per pregiudizio o invidia, o per sfruttare la propria. Magari per farsi dare il finanziamento. Gli esperti affermano di possedere il monopolio della verità di fronte a studenti, dilettanti e autodidatti. Ma a volte gli stessi studiosi e scienziati si sbagliano, finanche i più preparati commettono l’ errore di giudicare incompetente il collega o il subordinato, di ridere di autodidatti e outsider geniali, al punto di considerarli deliranti.
Abbondano i casi di scienziati che si sono sbagliati nel giudizio, ed è lunga la lista degli eretici riabilitati alla fine della loro vita, o che aspettano la revisione delle loro condanne.”
Faccio mie queste illuminanti parole di Federico Di Trocchio perché le trovo adatte al caso del dottor Ryke G.Hammer radiato dall’ Ordine dei medici per il suo originale approccio alla malattia formulato negli anni 80. Il capovolgimento proposto dal dottor Hammer è a dir poco radicale perché chiede al dolente la ricostruzione dei traumi che hanno prodotto i sintomi di cui soffre. In parole semplici, il paziente non e’ più il corpo passivo che si affida a terapie e cure ma diviene soggetto attivo nella guarigione. Secondo questo approccio, la malattia non è il risultato del mal funzionamento del corpo ma una risposta del cervello a un trauma improvviso, inaspettato e acuto. Lo shock colpirebbe contemporaneamente la psiche, il cervello e l’ organo specifico, a cui seguirebbero una catena di reazioni cellulari. La ricostruzione del conflitto e la sua risoluzione porterebbe, eventualmente, alla guarigione. Questa visione della patologia ha come corollario che in Natura tutto e’ potenzialmente diretto alla guarigione e al ripristino della vita, a condizione di interrompere alcuni processi che invece continuiamo ad alimentare e che riproducono all’ infinito il trauma originale.
La medicina ufficiale rifiuta in blocco la validità di questa teoria, definita priva di fondamento e pericolosa.
Non deve sorprenderci. L’ impresa medica così come la conosciamo si riserva il diritto esclusivo di valutare gli effetti dei suoi interventi, utilizzando il suo prestigio per screditare scelte alternative, che invece andrebbero indagate. Il contesto vede un pubblico abbagliato dalla tecnologia medica e dall” illusione che la salute della società aumenti nella misura in cui i suoi membri dipendano da medicine, controlli, terapie e ospitalizzazioni. Il malato è ormai un paziente che ha delegato all’ impresa medica la sua salute. Il paziente diventa uno spettatore passivo del rituale delle visite, analisi, attese, interventi, e ogni rituale finisce per creare dissociazione cognitiva.
Si capisce quindi che ogni approccio alla salute che ribalti questa prassi consolidata viene visto come fumo negli occhi.
Il paradigma della medicina ufficiale e’ universalmente riconosciuto e proporziona modelli di problemi e soluzioni alla comunità; però sarà così ancora durante certo tempo, come è stato per altri paradigmi scientifici del passato considerati inamovibili. Infatti, ogni approccio scientifico è il tentativo tenace e fervente di obbligare la Natura negli schemi concettuali della visione dominante e della formazione degli studi. Basta ricordare Copernico, Newton, Lavoisier, Einstein. Ognuna di queste teorie implicava il rifiuto da parte della comunità di una teoria scientifica prima riconosciuta, per adottarne un’altra incompatibile con la precedente. E ognuna trasformava l’ immaginazione scientifica dirigendola su nuovi problemi, nuovi linguaggi e nuove soluzioni.
Naturalmente, Tolomeo non sarebbe stato d’accordo con Copernico, né Aristotele con Galileo.
Perché, allora, continuiamo a ricorrere ai medici quando ci ammaliamo?
E’ solo un indizio della debolezza umana. Ma non dell’ effettività della medicina ufficiale.
Che fare allora? La teoria di Hammer è stimolante, tutta da studiare e approfondire, accende una luce sulle cause traumatiche dei nostri malanni. Ma non dà cure, perché è chiesto alla persona di individuare e rimuovere le cause. La responsabilità diviene individuale, e quanti sono in condizioni di assumerla?
FILOTEO NICOLINI
Immagine: Coniglio o Anatra??



