ALTRI RACCONTI DEL REALE MERAVIGLIOSO 

per Filoteo Nicolini

ALTRI RACCONTI DEL REALE MERAVIGLIOSO

Questi altri ricordi si riferiscono a momenti di viva emozione che osservati ora a distanza di tempo mi appaiono meravigliosi. Sorprese e prodigi erano comuni nel Sud America.
Due zampe o quattro?
In occasione di un invito a pranzo nella savana a ridosso del Brasile, ero ospite di amici che avevano preparato carne al forno. Non ero ancora vegetariano allora e mi servii delle costolette di forma circolare, potevano forse essere di pollo. Chiesi per curiosità cosa stessimo mangiando e ci fu una certa reticenza nel rispondere, quasi un invito a indovinare. L’ amico era esperto di caccia. Era un animale a quattro zampe? , e la risposta fu negativa Allora, era forse un uccello grande con due zampe? Nemmeno. Scartando animali con numeri dispari di zampe, conclusi che si trattasse…. di un boa conscrictor. Il serpente era stato sorpreso nel pollaio e fatto oggetto di attenzioni ostili. Erano tempi e luoghi che rendevano difficile l’ approvvigionamento di viveri, era frequente servirsi di cacciagione ed ogni occasione veniva sfruttata.
Il timone.
Mi spinsi in una occasione fino a Macuro, il luogo dove Colombo toccò la terra ferma del continente americano nel terzo viaggio. Macuro si trova sulla penisola di Paria all’ estremo orientale del Sud America non lontano da Trinidad, e’ una terra spesso battuta dalle piogge ed ha quell’ aspetto lussureggiante che fece dire all’ Ammiraglio di trovarsi in una Terra di Grazia. Il ritorno al porto di Guiria fu a dir poco avventuroso perché bisognava avvicinarsi alla zona di confluenza delle acque dei Caraibi con l’ Atlantico, a poca distanza della Bocca del Dragone, il cui nome evoca acque turbolenti. Eravamo a bordo di una lancia veloce della Guardia Nacional e assistemmo a una scena degna del reale meraviglioso nella cabina di pilotaggio. Improvvisamente al timoniere sfuggi’ di mano il timone che era a forma di manubrio, certamente mal avvitato, e dovette giocoforza manovrare con le dita della mano afferrando solamente l’ asse! Era una situazione drammatica per il mare agitato e proprio nei momenti in cui bisognava virare per avvicinarsi al porto. A me comunque suscitò un moto di risata, subito represso. Per giunta era già sera ed eravamo senza luci di posizione. Ricordo che la mia compagna, poco a suo agio sul mare, cominciò a cantare per farsi animo. Comunque, il timoniere ci portò al molo senza ulteriori inconvenienti dopo quei momenti sbalorditivi.
La mungitura.
Lupe la vicina ci aveva venduto una mucca da latte per la quale allestimmo una stalla con fienile e abbeveratoio. Con il latte munto si produceva del formaggio fresco e l’ entusiasmo cresceva, al punto che pensavamo di apprendere anche noi a mungere per collaborare con il contadino che ci aiutava nella fattoria. Ma desistemmo ben presto perché non era facile adattarsi agli orari. Si pensò naturalmente alla propagazione della specie. L’ inseminazione artificiale però non aveva dato nessun risultato, pur essendo vicini del principale centro dotato dei migliori tori di razza. E allora si fece ricorso al metodo tradizionale, e nei tempi previsti nacque un bel vitellino. La produzione di latte ora era accaparrata dal giovane animale finché fu svezzato. Finalmente si poteva riprendere a bere latte e preparare qualche caciotta. Notammo con sorpresa che la mungitura non rispondeva alle aspettative e anzi scemava ogni giorno. Fino a quando il contadino sospettoso, appostato all’ alba di nascosto, scopri’ che la mucca sdraiata……si mungeva da sola!! Ci aveva preso gusto! Era un caso più unico che raro. Si escogitò un bavaglio fatto di stoffa e fil di ferro che si poneva a tarda sera, ma poi finimmo per svendere la mucca e lasciare indietro questa esperienza sconcertante.
I Semi.
Nei mercatini della Bolivia si trovavano tanti semi di mais di colori diversi, e allora la mia compagna si dedicò a comprarne vari esemplari da piantare al ritorno, collocandoli nello zaino. Dalla capitale La Paz prendemmo quindi un autobus che dalle altitudini andine ci avrebbe condotto fino al mare di Arica nel Cile. Il bus era pieno di boliviani pendolari, vestiti con le tradizionali ruane multicolori, berretti di lana e bagagli. Alla frontiera dovremmo scendere, mostrare i documenti e aprire zaini e valigie, sotto l’ occhio vigile e i modi bruschi dei Carabineiros del Cile. E lì scoprirono i semi di mais. Era severamente proibito introdurre in Cile semi e prodotti dell’ agricoltura; ci furono sequestrati e i nostri due passaporti trattenuti dall’ ufficiale che ci interrogò. L’ autobus rimase bloccato per tutto il tempo. Mentre si redigeva il verbale, la mia compagna scoppiò in un pianto dirotto, affranta per il sequestro e la multa inevitabile, al punto che l’ ufficiale cercò di calmarla promettendole che al ritorno avremmo riavuti i semi. Dopo la firma del verbale ci furono restituiti i due passaporti e risalimmo sull’autobus, dove i passeggeri e l’ autista ci accolsero con frasi di solidarietà, abituati e rassegnati a tanti controlli. Ma io non potetti evitare di rimproverarla aspramente per la sua imprudenza; intanto l’ autobus era ripartito e si allontanava dalla frontiera. Lei si calmò, smise di singhiozzare, e con un sorriso radiante tirò fuori dalla blusa e dalla cintura una quantità straordinaria di altri semi di alberi sufficienti per mettere su un bosco di araucarie e eucalipto. Aveva simulato ad arte il pianto per evitare la perquisizione personale! Era bravissima per la lunga pratica teatrale ed aveva ingannato anche me!
FILOTEO NICOLINI
IMMAGINE: HENRY ROUSSEAU
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