QUANDO GLI STUDENTI INSEGNANO AI DOCENTI
L’ episodio della professoressa ferita da uno studente italiano e salvata da un altro studente congolese ci riporta al difficile tema dell’ Educazione.
E vorrei riferire esperienze vissute nel Sud America quando lo straniero ero io e apprendevo la lingua castigliana. All’ ultimo semestre di una carriera triennale svolgevo un corso di ingegneria e ciò facilitava un poco il compito, per via delle formule che alla lavagna hanno una scrittura standard.
Ma avevo purtroppo conservato il vizio del fumo, emigrato con me dall’ Italia, nella illusione che mi desse fiducia e sicurezza.
Eravamo in un capannone industriale-eravamo nel terzo mondo-e mi era stata assegnata una aula con un debole condizionatore d’aria.
Fatto sta che dopo le prime lezioni la studentessa più preparata cominciò ad assentarsi, e grande era la mia sorpresa. Una mattina la incrociai nel corridoio e ne chiesi il motivo. La risposta sincera e a bruciapelo fu :”Professore, perché lei fuma in classe!”
Una coltellata morale!
Rimasi sbigottito di fronte alla verità, poi sconvolto, perché mi sentivo in colpa e responsabile. Ancora oggi ricordo quei momenti con viva emozione e li racconto per spiegare come di lì a poco smettessi di fumare fino ai nostri giorni. Fu una bella lezione!
La studentessa, va senza dire, passò a pieni voti gli esami e fu poi assunta come ricercatrice. Ricordo che timidamente le portai dei fiori quando ebbe il suo primo bambino.
Un’ altro episodio ancora più illuminante si svolse in più tempi. Accompagnavo un gruppetto di studenti a svolgere degli esperimenti in un Istituto dotato delle apparecchiature adeguate, era un viaggio in bus nel pomeriggio due volte a settimana. La preparazione teorica permetteva di affrontare il laboratorio con sicurezza, ma venivano sempre fuori domande a cui bisognava rispondere per una maggiore comprensione. Il fatto è che sorgevano allora altre domande di approfondimento a cui mi dedicavo subito. Tutto questo nell’ autobus di ritorno.E a questi chiarimenti balzavano fuori altre domande, ed altre ancora, e ne risultava un proficuo arricchimento reciproco in una cordata che ci lasciava spossati e soddisfatti.
Capii quindi che in uno scambio virtuoso con la classe è il docente che apprende come calibrare le sue lezioni e come ascoltare di ritorno l’ eco del suo timido sforzo.
Sono gli studenti che insegnano, se non si hanno pregiudizi nell’ ascolto.
FILOTEO NICOLINI
Immagine: “I Donatori di sangue”.
Milano , Parco Marinai di Italia. In ricordo della Fondazione dei donatori di sangue.


