LE ALI DEGLI ANGELI. UNA SPIEGAZIONE METAFISICA

per Filoteo Nicolini
LE ALI DEGLI ANGELIUNA SPIEGAZIONE METAFISICA
Le Ali degli Angeli che troviamo nei dipinti di CimabueGiotto, il Beato Angelico e tanti altri artisti suscitano legittimo interrogativo sul loro significato. L’ arte sacra nel Medioevo e nel Rinascimento e’ finalizzata alla rappresentazione della Divinità in una forma comprensibile su una tela bidimensionale, in base alla tradizione religiosa e la sensibilità individuale del pittore. Gli artisti manifestano un sapere immediatao e spontaneo senza esitazione alcuna.
Cosa mai vogliono significare quelle Ali, spesso dipinte grandi e appariscenti?
Possiamo trovare una risposta e una spiegazione negli studi di Henry More (1614-1687) filosofo e metafisico inglese, rappresentante emerito della Scuola Platonica di Cambridge. More insegnava come l’ estensione fosse una proprietà di tutte le sostanze e non solo della materia, e che anche le sostanze immateriali e spirituali occupassero uno spazio. Comprese le anime e i sentimenti, Dio e gli Angeli.
Altrimenti, come avrebbe potuto Dio comunicare movimento alla materia, come fece all’ inizio e come continua a fare?
Di conseguenza, concludeva More, Dio si estende e si espande perché è una Cosa estesa. Ogni sostanza è estesa, sia materiale che immateriale.
Quale è il concetto di spirito per More? La natura di uno spirito e’ concepibile e facile da definire nella sua metafisica, così come la natura di qualunque altra cosa, insegnava.
Le proprietà essenziali di uno spirito risultano intellegibili, così come l’ idea stessa di spirito.
Esse sono l’ auto movimento, l’ indivisibilità, il potere di penetraremuovere e alterare la materia. La nozione di spirito e’ di maggiore perfezione di quella di corpo, essendo adeguata per essere attribuito di ciò che e’ assolutamente perfetto. Gli Angeli sono dotati di auto movimento nell’ estensione spaziale, senza limitazioni, avvicinandosi e allontanandosi in base ai compiti prefissi.
A una lettura superficiale, l’ idea di spirito di More può ricordare quella di un fantasma, ma nel secolo XVII il concetto di sostanza estesa non materiale poteva essere accettabile, come nell’ esempio della luce, che non solo si estende nello spazio ma agisce sulla materia. E anche le forze magnetiche, la gravità, e poi il campo elettrico. In ogni modo, e’ il filosofo Cartesio l’ avversario principale di More, perché nega la estensione spirituale ed esclude dal suo mondo Dio, gli spiriti, le anime, semplicemente non lascia loro un luogo e nemmeno movimento.. Alla domanda di More “Dove sono le anime, gli Angeli, Dio?”,, e a cui lui crede di dare risposte chiare, Cartesio si vede obbligato per i suoi principi a rispondere:” In nessun luogo”.
Ma Cartesio si equivoca secondo More: l’ Entità infinita ed estesa che invade lo spazio è la sostanza spirituale, Dio e collaboratori.
Quelle Ali che distinguono gli Angeli nei dipinti quindi stanno a indicare l’ essere mobile, l’ automovimento di queste creature spirituali. Di questi argomenti non si parla più, ma i pittori del passato si basavano sulla conoscenza religiosa tradizionale che la metafisica di More spiega con argomenti e chiarezza ontologica.
FILOTEO NICOLINI
IMMAGINE: GIOTTO DI BONDONE, DEPOSIZIONE
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