Una sera, una poesia

Pubblicato il 12 agosto 2018 | di Georg Trakl

0

La giovane serva

di Georg Trakl

Dedicato a Ludwig von Ficker

1

Spesso alla fonte, nel crepuscolo,
come stregata la vedi stare
acqua attingere, nel crepuscolo.
Su e giù vedi i secchi andare.

Entro i faggi i gracchi svolazzano
ed ella assomiglia ad un’ombra
suoi gialli capelli svolazzano
e nel cortile stridono i ratti.

E ammaliata da quello sfarsi
abbassa gli infiammati cigli.
Secca erba nello sfarsi
davanti ai suoi piedi reclina.

2

Silenziosa sfaccenda nella stanza
e il cortile è da lungo deserto.
Nel sambuco davanti alla stanza
lamentoso flauta un merlo.

La sua immagine argentea nello specchio
la osserva estranea alla luce incerta
e scialba si spegne nello specchio
ed essa ha orrore della sua purezza.

Come in sogno canta un servo al buio
e essa irrigidisce dal dolore sconvolta.
Rossi gocciano attraverso il buio.
Improvviso scuote il vento del sud la porta.

3

Di notte per il deserto prato
vaneggia essa in febbrili sogni.
Borbottando lamenta il vento nel prato
e la luna tra gli alberi origlia.

Presto intorno le stelle sbiancano
e dal travaglio sfinita
ceree le sue guance sbiancano.
Putridume emana dalla terra.

Triste sussurra il canneto nella pozza
e lei gela in sé rannicchiata.
Lontano un gallo canta. Sopra la pozza
rabbrividisce duro e grigio il mattino.

4

Nella fucina rintrona il martello
e essa guizza dinnanzi al portone.
Rosso ardente brandisce il servo il martello
e lei guarda in là come morta.

Come in sogno la colpisce un riso;
ed essa vacilla nella cucina,
timorosa ed umiliata dinnanzi al suo riso,
rude ed aspro come il martello.

Chiare si sperdono nel vano le scintille
e con incerto gesto
insegue essa le selvagge scintille
e cade intontita a terra.

5

Così esile distesa sul letto
si risveglia piena di un’ansia soave
e vede il suo lurido letto
tutto di luce dorata inondato,

le resede là alla finestra
e l’azzurrino cielo chiaro.
Talvolta porta il vento alla finestra
di una campana gli incerti rintocchi.

Ombre scivolano sopra il cuscino,
lenta batte l’ora del mezzogiorno
ed essa a fatica nel cuscino respira
e la sua bocca a ferita assomiglia.

6

A sera oscillano insanguinati lini,
nuvole sopra i muti boschi,
quelli avvolti da neri lini.
Passeri fanno il chiasso nei campi.

E lei giace tutta bianca al buio.
Sotto il tetto si spegne un tubare.
Come a carogna fra siepe e buio
mosche intorno alla sua bocca ronzano.

Sognante echeggia nel bruno villaggio
un suono di danze e violino,
oscilla il suo volto attraverso il villaggio,
aleggia la sua chioma negli spogli rami.

Autore Originale del Testo: Georg Trakl

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