LA DOTTA IGNORANZA. LE TESI COSMOLOGICHE DI NICOLA DA CUSA

per Filoteo Nicolini
LA DOTTA IGNORANZA. LE TESI COSMOLOGICHE DI NICOLA DA CUSA.
La storia del pensiero occidentale ricorda la luminosa figura del cardinale e teologo Nicola Da Cusa (1401-1464) che fu il primo a rifiutare la concezione cosmologica medioevale quando negò che il mondo fosse finito e chiuso dentro le sfere celesti.
Da Cusa evitò di attribuire all’ Universo l’ infinità, che e’ riservata solo a Dio, e ripiegò su una Opera interminata, ovvero priva di frontiera e limite. Le sue tesi, a dir poco audaci, si spinsero ad affermare che l’ Universo poteva essere oggetto di conoscenza congetturale e imprecisa, perché i nostri concetti delle cose sono solo parzialmente esatti, potendo sempre esserci una serie di concetti costantemente più approssimati alle cose.
Quindi la verità ultima sfugge alla conoscenza e va intesa come una graduale approssimazione senza fine. Perciò bisogna conformarsi con l’ ignoranza, ma con una ignoranza che risulta dal sapere le limitazioni della comprensione umana. Questa è la Dotta Ignoranza, titolo del suo famoso libro, che non sbocca nello scetticismo perché sa che non sae lo sa con certezza assoluta, da cui il carattere parziale della conoscenza e l’ impossibilità di una immagine completa ed esatta dell’ Universo.
Prosegue Da Cusa: l’ Universo è espressione di Dio, e si mostra a noi molteplice e dalle parti separate, regno di potenzialità, attualità e movimento. E’ impossibile che la macchina del mondo possegga un centro fisso e immobile, nemmeno la Terra, ed essa non è priva di movimento. Non ci sono stelle esattamente nei Poli o nell’ Equatore. La mancanza di accordo tra le osservazioni degli antichi e i moderni fa sorgere la congettura che ciò si debba a a un cambiamento nella posizione dei poli e forse degli stessi astri.
Quindi, dal fatto che nulla nel mondo può rimanere in riposo, estrae la conclusione sbalorditiva che la Terra si muova. Forse dotata di un vago giro orbitale intorno a un centro che si sposta continuamente. Non vi sono più movimenti uniformi o orbite circolari, implicando l’ abbandono dell’ astronomia greca e medievale che riducevano i movimenti celesti a movimenti circolari uniformi, per assicurare la stabilità dietro l’ irregolarità delle apparenze.
E Da Cusa si spinge fino a dire che l’ immagine del mondo dipende del luogo che l’ osservatore occupa nell’ Universo e ci sono immagini del mondo tra loro equivalenti. E’ chiaro che la Terra si muova realmente, anche se non ce ne avvediamo, perché non abbiamo comparazione con qualcosa di fisso.
Un aspetto fondamentale della cosmologia di De Cusa e’ il rifiuto della struttura gerarchica dell’ Universo e il ruolo che attribuisce alla Terra. La Terra è un astro nobile, che possiede luce e calore, e sebbene sia minore del Sole non è per niente mediocre né meno perfetta, ed è possibile che influisca sugli altri pianeti. Nell’ Universo Cusano, ricco, diversificato e interconnesso, non c’è centro di perfezione rispetto al quale il resto sia secondario, al contrario, le diverse parti contribuiscono alla perfezione di tutto. Non si trova più l’ opposizione qualitativa tra il regno celeste immutabile e la regione terrestre del cambiamento e della corruzione. Secondo la concezione medievale, la posizione della Terra era la più bassa possibile, e solo l’ Inferno era ancora più basso.
Non si può non ammirare l’ audacia e la profondità delle concezioni cosmologiche di Nicola Da Cusa, riprese dalla filosofia di Giordano Bruno un secolo dopo. La rivoluzione copernicana getterà luce su tanti aspetti dando al Sole il luogo centrale per la sua perfezione e valore come fonte di vita.
FILOTEO NICOLINI
Immagine: Ursa Maior
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