Considerzioni sull’inizio della campagna elettorale della Lega in Emilia Romagna

0
455

di Guido Canali

Considerazione tecnica e politica dell’inizio di campagna elettorale della Lega in Emilia Romagna.

Ho ascoltato il discorso di Salvini nella prima uscita pubblica per la campagna emiliana, avvenuta a Parma, nella mia città, in mezzo a non più di poche centinaia di persone.

Prepariamoci a una narrazione in cui viene dipinta una Regione clientelare e ferma, dove non lavori se non hai una una tessera di partito, dove le cooperative rubano i soldi agli imprenditori onesti.

Salvini ha studiato a fondo, con l’uso di sistemi tecnologici e sondaggi commissionati, dove andare a parare. E ha cambiato il nemico, non l’efficace modalità. Il nemico non sono più gli immigrati, non ora almeno.

L’Emilia è una regione che sta bene, fortemente caratterizzata da poli industriali composti di grandi, medie e piccole imprese. È qui il nemico, nel sistema imprenditoriale – che urge ricordare è uno dei più importanti d’Europa – e nel sistema del lavoro.

Se sulla narrazione nazionale, rimasta a tasse e immigrati, non siamo capaci di mettere un tampone per diversi motivi che non sto qui a spiegare, su questo abbiamo il dovere di difenderci e ritrovare, lasciatemelo dire, un po’ di patriottismo.

Salvini sta facendo un grande errore, sta accusando gli abitanti di questa regione di essere dei raccomandati. È la prima volta che confonde l’attacco alla classe politica con una sfida direttamente alla cittadinanza tutta, trattata alla mercé dei contestatori dei suoi comizi.

Per la prima volta siamo noi che abbiamo la possibilità di prendere le difese di un popolo offeso. Questa è la chiave di volta per un successo politico e una messa al muro delle sue argomentazioni, tecnicamente errate. Ma non casuali, attenzione. Sta cercando di risvegliare sentimenti contro il sistema emiliano abbastanza remoti e antichi e alzare il livello di scontro interno, facendo leva sulla favola dell’Emilia Rossa.

Mentre perde colpi su questi temi, offusca completamente la propria candidata. Una donna che, parere personale, ha una flemma e una incapacità di fondo importante. Questa potrebbe essere una presa di posizione efficace. Farà circa 100 comizi – piccoli e grandi – in regione nei prossimi tre mesi. Lei, da sola, non uscirà mai.

Fare leva su questa mancanza di fiducia intrinseca e provare a farli incartare è un’operazione complessa ma altrettanto vincente.

Retroscena: per candidare la Borgonzoni ha dovuto imporsi con diversi colleghi di partito e gli alleati del centrodestra. Ha creato diversi malumori questa scelta presa dall’alto. Altro dato interessante e su cui ci sono spazi di manovra.

L’Emilia Romagna ha un sistema sociale, economico e culturale pienamente efficiente, non solo grazie alle scelte oculate di chi l’ha amministrato per decenni, ma perché è composta da persone operose, in gamba. Ha il sistema scolastico migliore d’Italia, la sanità pubblica migliore d’Italia, il polo metalmeccanico più importante d’Italia, nonché quello agroalimentare e motoristico.

Stanno sbagliando campagna, finché siamo in tempo sarebbe d’uopo provare ad inserirsi nelle loro lacune. Prima che le sistemino.

Scrivo queste poche righe perché credo fortemente che a questo giro sia necessario uno sforzo anche della società civile, che comprenda a fondo come poter dare il proprio contributo e che sappia di cosa parlare per smontare una narrazione vacillante.

Questa volta bisogna fare uno sforzo d’intelligenza e non farci portare sulla sua strada, ma anticiparlo.

Se qualcuno vuole usarlo a proprio uso e consumo, è gratis.