Gli impubblicabili

Pubblicato il 20 novembre 2017 | di Emanuele Cherchi

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Sullo spirito del Brancaccio

di Emanuele Cherchi, 19  novembre 2017

A sinistra si formeranno molte liste, ma era preventivato. Anche il Brancaccio io l’avevo inteso come l’unione di moventi politici e civici di sinistra, di vera sinistra, da contrapporre al PD (partito ormai rappresentante la destra finanziaria), ai fuoriusciti dal PD (mi spiace ma i “compagni” di Mdp-Art. 1 hanno votato qualunque cosa fino ieri e oggi vogliono salvare la poltrona …) e coloro che si dicono sinistra e vogliono ancora allearsi col PD (per intenderci i radical chic alla Pisapia).

Oggi mi dicono Montanari e la Falcone avendo paura di essere strumentalizzati da Rifondazione, alla ricerca di una nuova lista Tsipras, hanno preferito l’abbraccio con Bersani; rispondo che se tale era la loro paura vuol dire che hanno lavorato male e in fretta e sono finiti dalla padella alla brace.

E pur vero che anche Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia era partita nello stesso modo e poi le candidature sono state spartite fra i partiti lasciando poco o nessuno spazio alla società civile e capisco che Tomaso e Anna si sono ribellati… ma la lista Tsipras ha dimostrato che esiste un universo a sinistra dove se esistono garanti e garanzie si può lavorare bene.

È dunque assurdo abbandonare questa via e darsi anima e corpo ai professionisti della politica: certo non considero una colpa questo professionismo fino a che non vediamo cosa c’è dietro, molti esponenti di Mdp – tutti quelli che erano in parlamento –  hanno votato il jobs act e la Buona Scuola e se proprio si vuole si possono perdonare se non mi ricordassero i vari Migliore, Lavagno, Titti De Simone che fino all’altro ieri predicavano bene e da ieri (e oggi) accettano qualunque provvedimento esca dalla mente del pinocchietto fiorentino, domani anche per loro sarà un altro giorno e vedremo come si posizioneranno.

Posizionare è una parola chiave anche sui territori dove sono nate col tempo molte forze, i comitati di base che fanno lotte su ambiente e sanità, in primis ma non solo, e che possono essere il legame civico tra le zone e la politica nuova, mi chiedo come potranno costoro unirsi a persone che ancora ieri (e alcuni ancora oggi non hanno rigettato queste politiche) si sono schierati per terzo valico, alta velocita, risanamento delle finanze regionali entrando con violenza sulla qualità della sanità… insomma questi sono sempre gli stessi governisti a cui noi diciamo che le alleanze senz’anima non si fanno. È meglio non governare che cedere su tutto – o quasi – salvo un paio di battaglie di civiltà che non cambiano la vita a chi non arriva a fine mese.

Lo spirito del Brancaccio secondo me era questo: mettere al centro lavoro, ambiente, salute, diritti rifiutando il posto alle canne al vento della politica, per partire veramente dal basso, scegliendo di mettere in lista i rappresentanti dei territori, coloro che fanno battaglie da anni o che rappresentano al meglio le lotte locali.

Se in nome dell’unità poi si vuole fare deroghe bisogna prendere in mano i curricula, sfogliarli, indagare da che parte della barricata erano questi politici e se Possibile e Sinistra Italiana probabilmente otterranno la possibilità di candidare molti dei loro, non vedo nella stessa condizione i vari esponenti di Mdp a iniziare da Bersani e D’Alema per arrivare all’ultimo peone del parlamento. E io mi considero ancora un moderato perché riconosco che in Mdp ci possono essere compagni senza incarichi meritevoli di stare in lista e far carriera.

Mi sento di essere nello spirito del Brancaccio quando chiedo a Montanari e Falcone di non rinnegare se stessi e noi e fare proprio il mio metro per eventuali accordi.

Autore Originale del Testo: Emanuele Cherchi

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  • Emanuele Cherchi

    Correzione la parlamentare passata dal Sel al PD è Titti Di Salvo non De Simone… scusate la svista


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